Caso Alex Schwazer: Il Nas sequestra i test di controllo del marciatore

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu Segui

Alex Schwazer

Il caso di Alex Schwazer continua a tenere banco. I Carabinieri del Nas hanno sequestrato presso l’ospedale San Giovanni Addolorata di Roma tutti i test di controllo volontari fatti dal marciatore Alex Schwazer durante il periodo in cui si è allenato a Roma sotto la guida del maestro di sport Sandro Donati. Le analisi in questione sono circa trenta e ricoprono un arco temporale da aprile 2015 al giugno 2016 (oltre a quelli di Iaaf e Wada) in cui vengono monitorati, fra gli altri, i valori ematici principali (ematocrito, emoglobina, reticolociti, cortisolo, LDH, bilirubina, metaboliti del ferro) e valori ormonali (cortisolo, GH, Epo, LH, FSH, testosterone) e che costituiscono una informazione importante per il cosiddetto passaporto biologico. Da questi test emerge un dato evidente: non c’è il minimo segnale fuori dalla norma. I valori sono costanti e tutti nell’ambito della variabilità individuale definita. C’è da dire però che il Tas, Tribunale Arbitrale Sportivo, non ha preso in considerazione queste analisi, anzi a Rio ha squalificato il marciatore altoatesino per otto anni. “Ci fosse stato un uso di steroidi anabolizzanti in microdosi, ce ne saremmo accorti. Anche in piccole quantità gli anabolizzanti androgini provocano un aumento non fisiologico dell’ematocrito. Condizione che non si è verificata in tutti i mesi durante i quali abbiamo effettuato i test”, ha detto il dott. Benedetto Ronci, responsabile del reparto di ematologia del San Giovanni.

I dati del laboratorio del San Giovanni risultano perfettamente sovrapponibili a quelli fatti dalla federazione internazionale (Iaaf) e dalla Wada. E dimostrerebbero, come sostiene Ronci: “Non solo che l’atleta è perfettamente pulito, ma che il doping per microdosi non ha alcuna giustificazione nei dati rilevati”. Resta solo in negativo, quel test del primo gennaio con quelle poche molecole di anabolizzante finite, non si sa come, nelle provette dell’atleta altoatesino.

In ogni caso, l’intervento dei Carabinieri è un atto dovuto in quanto nel quadro degli obblighi di legge. Essendo il doping un reato penale Schwazer dovrà essere sottoposto ad un nuovo processo. Ma per queste vicende è molto probabile che il procedimento venga archiviato fin dall’inizio. Infatti, per la legge italiana affinchè sussista il reato è necessario provare che la sostanza assunta abbia avuto un reale effetto sulla prestazione. E anche secondo il laboratorio che ha scovato le poche molecole di anabolizzante esogene quella quantità non è sufficiente a modificare la prestazione. L’accusa penale, dunque, dovrebbe cadere lasciando spazio ad un contenzioso civile che si annuncia corposo.      
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