Caso Schwazer: “Sulle urine di Schwazer sarà fatto esame del Dna”

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu Segui

Caso Schwazer

Donati l’aveva detto: “Non è finita” e coi fatti sta dimostrando che si andrà fino in fondo per risolvere il caso della nuova positività al doping del marciatore altoatesino Alex Schwazer. Infatti, la Procura di Bolzano ha ordinato un test per verificare il Dna delle provette incriminate. Ricordiamo che Alex Schwazer è stato squalificato per otto anni dal Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna per la positività ad un controllo antidoping del 1° gennaio.
Il campione di urine sequestrato contiene i sei precursori di testosterone sintetico che ha causato l’estromissione dell’atleta dall’Olimpiade di Rio 2016. Sulle urine saranno effettuate delle analisi chimiche per stabilire se le sostanze vietate trovate appartengono al campione italiano oppure se sono state inserite tra l’arrivo al laboratorio di Colonia e l’inizio del test antidoping. È questo uno dei punti su cui si basa la difesa, ossia il tempo trascorso tra le 8.35 del primo dell’anno del 2016 e le 6 del mattino del giorno seguente. Come dice Sandro Donati: ”Ci sarebbero dei vuoti temporali nella catena di custodia. La custodia è già certo sia stata affidata all’ufficio dell’ispettore del laboratorio di Colonia, ma “senza l’indicazione delle modalità di custodia e con una permanenza dei campioni nelle mani di personale esterno al laboratorio di Colonia per oltre 22 ore”.
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