Clamoroso Isinbayeva: “Mi candido alla presidenza dell’ARAF, voglio riportare l’atletica russa nella IAAF”

Pubblicato il autore: matteo lanzi Segui

Era nell’area da tempo, ma adesso c’è l’ufficialità: Elena Isinbayeva si candida alla presidenza dell’Araf, la Federazione russa di atletica leggera. Già durante le Olimpiadi questa voce si era fatta insistente, con la stessa Elena che aveva confermato la veridicità di tale offerta. Proposta che sembra aver convinto la Isinbayeva, che ha dichiarato oggi la volontà di affrontare questa sfida per “poter provare a risollevare la federazione e riportarla all’interno della IAAF“. Già, la IAAF. La stessa IAAF che ha escluso lei, come altri 66 atleti russi, dalle Olimpiadi brasiliane, togliendo alla pluriprimatista mondiale e alla due volte campionessa mondiale la possibilità di togliersi ulteriori soddisfazioni. Il motivo è risaputo: il recente caso di doping di stato che ha coinvolto gli atleti dell’ ex Unione Sovetica e che ha portato le diverse federazioni a chiudere le porte olimpiche a diversi atleti, colpevoli e non. Una botta molto forte per l’immagine sportiva dello Stato di Putin, che adesso confida nell’esperienza, nella bravura e nel carisma della bella Elena per ripartire.
Yelena-Isinbayeva
Una vita passata a (stra)vincere.

L’ex campionessa di salto con l’asta, che il 20 di Agosto, giorno della sua elezione nella commissione atleti del CIO, ha annunciato il suo ritiro dalle gare, non è sicuramente un personaggio timoroso delle sfide. Lei, prima donna della storia  a valicare il muro dei 5,00 metri, sicuramente non avrà paura a cimentarsi in un’impresa ardua e sicuramente nuova per una ragazza che, purché talentuosa, fino a ieri era molto più a suo agio con la tuta che in giacca e cravatta.
E’ comunque un bel salto per la Isinbayeva, che di carriera ne ha fatta da quando a 22 anni vinceva l’oro l’olimpico ad Atene con l’allora record mondiale di 4,91 metri battendo la connazionale Feofanova, sua rivale fissa di inizio carriera. Record che venne ancora migliorato qualche settimana dopo a Bruxelles ( 4,92 metri ) per l’ottava volta nel corso dello stesso anno, impresa strepitosa che giunta al titolo olimpico e a quello mondiale indoor le permise di vincere il premio di atleta femminile  dell’anno della IAAF. Premio vinto nuovamente l’anno dopo,ma nel 2005 è un’altro il successo più importante della Isinbayeva: il 22 Luglio, nel corso del meeting di Londra, dopo aver fatto registrare il nuovo record mondiale con 4,96 metri , chiede di alzare il limite a 5,00 metri, misura che supera al primo tentativo. Un mese dopo, ai Mondiali di Helsinki, fa anche meglio, alzando il limite a 5,01 metri e migliorando il record mondiale per la nona volta in stagione. Da lì è un turbinio di record e successi, arrivando a toccare quota 5,03 metri durante il Golden Gala di Roma nel 2008, migliorandolo al meeting di Monaco dove raggiunge i 5,04 metri e Dal 2009 in poi la sua carriera subisce una brusca frenata, fino allo stop del 2010, quando annuncia ” una pausa indefinita dalle competizioni”, che dura fino al 2011. Pausa che le fa bene e che la aiuta, nel 2012, a tornare a vincere fino al ritiro, avvenuto nel mezzo della calda e movimentata estate olimpica brasiliana. Ed ora l’ennesima sfida della sua carriera, ma non sarà sicuramente un problema per l’intrepida e eterna Elena, che di record, e sopratutto di imprese, se ne intende eccome.

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