Palio della Quercia di Rovereto: nella serata del mancato record della Dibaba, brillano Donato e Del Buono

Pubblicato il autore: Michele D. Segui
Fabrizio Donato of Italy celebrates winning the bronze medal in the men's Triple Jump final at the London 2012 Olympic Games Athletics, Track and Field events at the Olympic Stadium, London, Britain, 09 August 2012. ANSA/ETTORE FERRARI

Fabrizio Donato , 40 anni, sfiora i 17 metri con 16.93, record del mondo over 40

Bella serata di Atletica Leggera a Rovereto, con il 52° Palio della Quercia che ha regalato un quasi primato del mondo di Genzebe Dibaba nel miglio donne ma anche un Fabrizio Donato di nuovo vicino a sfiorare i 17 metri e una Federica del Buono in grande crescita, in mezzo a una cornice di gare di grande livello con diversi atleti di spessore presenti.

Le gare-
La gara più attesa del meeting era senz’altro quella del miglio femminile, dove l’etiope Genzebe Dibaba, dopo il deludente argento olimpico nei 1500, cercava di battere il record del mondo della russa Masterkova, il 4.12.56 che resiste dal 1996. Alla fine di una gara corsa da sola contro il cronometro, l’etiope deve accontentarsi di 4:14.30, comunque seconda prestazione di sempre. La Dibaba ha seguito le lepri sino ai 750 metri, superandole prima del tempo, poi si è involata da sola passando a 2:08 agli 800 e 3:57.31 ai 1500, prima di concludere i 1609,34 metri a 1 secondo e 76 centesimi dall’annoso record della russa. Sorride invece l’italia: al 4° posto si piazza infatti Federica del Buono, che continua nel suo rientro a suon di buone prestazioni: il suo 4:28.13 è la migliore prestazione italiana U23 della distanza, distante solo 5 secondi dal record italiano di una certa Gabriella Dorio. Ottimo il passaggio ai 1500, 4:08.94, con cui eguaglia lo stagionale.

Il triplo uomini ha regalato l’acuto più grande in casa Italia, con Fabrizio Donato che come detto torna a fare la barba ai 17 metri finendo secondo con 16.93, salto che gli sarebbe valso se fatto a Rio una finale. Per il 40nne c’è anche il record del mondo over 40,e tanta voglia di continuare. A fine gara, intervistato, ha ammesso di sentirsi benissimo, e dopo il bronzo olimpico pronto a tornare a Londra in pedana al mondiale del prossimo anno.

Per quanto riguarda le altre gare, il Giamaicano Forte vince i 100 metri con 9.97 ventoso, rimontando nel finale l’altro 40enne Kim Collins, che è scattato come una molla in partenza ma non è riuscito a resistere al ritorno del giamaicano sul finale. Per lui comunque un buon 10.01.
Record del meeting regolare invece nei 100 donne, dove Christania Williams, finalista olimpica a Rio e protagonista dell’argento della 4×100, chiude in 11.02, a un passo dal limite degli 11, dominando la gara sin dallo start e con un ottima accelerazione finale in cui si scrolla di dosso l’americana Pierre, specialista dei 60 indoor(campionessa del mondo) , per cui i 100 sono sempre un po troppo lunghi (11.30) e l’inglese Henry(11.31). Ultima Martina Amidei in 12.19

Bella gara nei 400 donne, con presenti quattro  finaliste olimpiche, ossia il bronzo Shericka Jackson, Stephanie McPherson, Olga Zemlyak e naturalmente la nostra Libania Grenot. L’italo cubana fa gara di testa, tenendosi attaccata alla giamaicana Jackson davanti a lei, e alla stessa altezza dell’altra giamaicana, la McPherson. Le tre sono appaiate a 100 metri dal termine, ma la Grenot finisce completamente la benzina e crolla, finendo sestain 53.08. Vince la McPherson in un buon 50.76 davanti alla Jackson (51.10) e alla rimontante Zemlyak (52.03). Settima e ottava Maria Bendicta Chigbolu (53.27) e Marta Milani (55.21). Per le azzurre sulle gambe la lunghissima stagione, e come comprensibile il meglio è già stato raggiunto.
I 400 uomini parlano invece dominicano: se li aggiudica infatti Luguelin Santos in 45.21, davanti all’ucraino Bytrum e a Norwood. Ultimo Tricca in 48.66

Negli 800 uomini gara vinta dal bosniaco Amel Tuka in 1:44.80: passaggio a 49.49 della lepre in solitaria e bagarre finale nel rettilineo dove il bosniaco ha la meglio degli avversari. Lontano Giordano Benedetti, anche lui in riserva di carburante nel rettilineo finale, settimo in 1:46.67, ma a soli 20 centesimi dallo stagionale.
Nei 5000 uomini vince il campione mondiale junior, l’etiope Barega, in 13:24.01, mentre il nostro Marouane Razine è quinto in 13:31.01 a tre secondi dal personale

Nei 400 ostacoli uomini fa sua la gara l’estone finalista olimpico Rasmus Magi, che rimonta e batte l’algerino Laholou. Buona gara per 350 metri di Josè Bencosme, che si spegne sbracciando nel finale ma comunque chiude con un discreto 49.91, nella sua prima stagione dopo 4 libera da infortuni gravi. Solo quarto in 51.17 Lambrughi, per lui evidentemente la buona condizione è andata. Nella gara femminile successo alla Ucraina Titimets con 56.42, seconda la Caravelli con un modesto 57.31.

L’estone Kupper vince il disco uomini in 64.62, davanti al cipriota Parellis con 64.29. Quarto Kirchler con 58.90
La bielorussa Yakaltsevich vince l’asta in 4.51, gara in cui l’attesa Sonia Malavisi fa tre nulli ai 4 metri. Alla Winger il giavellotto donne con 58.44, al messicano Rivera l’alto con 2.25.

Tra le gare under 23,infine, Eleonora Vandi vince gli 800 con 2:08.27, mentre Lorenzo Pilati è secondo nei 1500 in 3:49.97 vinti dallo svizzero Raess. Terzo Feletto in 3:50.81 al personale.

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