Paralimpiadi Rio 2016, finale 400 metri femminile: vince Le Fur, quarto posto per Maspero, Versace squalificata.

Pubblicato il autore: alessandro marone Segui

Pronostico rispettato nella finale dei 400 metri femminile T43 T44: la francese Marie Amelie Le Fur non delude le aspettative e si classifica al primo posto con tanto di record del mondo (59’ 27’’). Alle sue spalle la tedesca Irmgard Bensusan (59’ 62’’), terzo posto per la diciottenne statunitense Norman Grace.

Paralympic games

Ai piedi del podio l’italiana Federica Maspero, oncologa lombarda classe 1978; colpita da una meningite fulminante nel giorno del suo ventiquattresimo compleanno, finisce in coma e le vengono amputati entrambi gli arti inferiori sotto il ginocchio e le dita delle mani, pollici esclusi. Federica si sveglia dal coma dopo due mesi, affronta con determinazione la nuova sfida che il destino le ha posto, riprende gli studi universitari in medicina e, durante un’esperienza lavorativa negli Stati Uniti, ha modo di avvicinarsi al mondo dello sport. Non in perfette condizioni fisiche, nella finale dei 400 metri la Maspero ha eguagliato il suo record personale (1:03:83).
Federica-Maspero

Sono contenta, soprattutto dopo i problemi che ho avuto in questi giorni. Non ero in perfette condizioni a causa di una lesione muscolare alla coscia ed una contusione alla tibia, sono stata ferma sei giorni ed ho attuato la strategia del silenzio, ma ci tenevo troppo ad esserci. Ho provato a sfruttare il traino della tedesca, ma era troppo veloce; ci ho creduto fino in fondo, mi sono trovata al rettilineo finale quasi senza accorgermene, credo di aver corso bene, ho dimostrato a me stessa che ce la posso fare ed ho gareggiato in una finale paralimpica con le migliori atlete del mondo”.

Al quinto posto Giusy Versace, ma l’atleta azzurra è stata squalificata per un’invasione di corsia. Per la trentanovenne calabrese, dopo l’argento nei 200 metri e il bronzo nei 400 metri ai Giochi Paralimpici di Grosseto a giugno, si tratta della prima partecipazione ai Giochi Olimpici, vista la discutibile esclusione dalla manifestazione nel 2012. Sorriso smagliante, tenacia, energia,  la vita di Giusy è cambiata drasticamente nell’agosto del 2005, quando, in seguito ad un grave incidente stradale sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, le vengono amputate entrambe le gambe. Una storia di forza di volontà e rinascita quella di Giusy Versace, che nello sport ha trovato un supporto e un alleato per andare avanti e, dopo aver iniziato a correre (nel 2010, con protesi in fibra di carbonio: prima atleta donna della storia a correre con doppia amputazione degli arti inferiori), non ha più smesso. Giusy è un volto noto anche per il pubblico televisivo, dal momento che nel 2014 ha vinto, in coppia con Raimondo Todaro, la decima edizione del programma “Ballando con le stelle” e la scorsa stagione ha condotto “La domenica sportiva” in tandem con Alessandro Antinelli.
Giusy-Versace

Dalle parole di Giusy traspare un pizzico di amarezza, ma la Versace non perde il sorriso e la consueta grinta: “mi sono accorta subito di aver calpestato la linea ed ho perso un po’ di concentrazione, la squalifica ci sta tutta ma è un errore che non avrei dovuto commettere. Mi dispiace anche per il mio allenatore Andrea Giannini, ma ora è tempo di voltare pagina e la mia olimpiade non finisce certo qui!”.

Lo spirito sembra quello giusto: mercoledì sia la Versace che la Maspero tornano in pista per la semifinale dei 200 metri.

 

 

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