Un documentario per ricordare Annarita Sidoti, campionessa mondiale di marcia uccisa dal cancro

Pubblicato il autore: matteo lanzi Segui

Se lei non può più camminare più di persona, sarà la sua fama a farlo per lei. Grazie al documentario di Giuseppe Garau e Goffredo d’Onofrio, che verrà presentato in anteprima ad Ottobre all’Overtime festival, il festival del racconto e dell’etica sportiva che si svolgerà dal 5 al 9 Ottobre a Macerata. E’ la storia di Annarita Sidoti, ex oro olimpico ed europeo nella marcia che è stata uccisa dal cancro nel 2015.

“Chidda chi camina”.

Annarita Sidoti nacque il 25 Luglio 1969 a Gioiosa Marea, piccolo paesino in provincia di Messina. L’altezza sicuramente non eccezionale (1.50 metri ) la porta subito lontano dagli sport dove la statura è rilevante. Si avvicina così alla marcia e conobbe Salvatorino Coletta, che iniziò a seguire i suoi allenamenti e finì per accompagnarlo per tutta la carriera. Nel 1994 la sua prima partecipazione a una competizione internazionale, i Mondiali Juniores di Sudbury ( Canada ), dove compete nella 5.000 metri di marcia. Annarita si piazza ai piedi del podio, ma l’appuntamento con la medaglia è rinviato solamente all’anno successivo : Europei indoor di Glasgow, la Sidoti è terza nella 3.000 metri di marcia. Ma qualche settimana più tardi fa anche meglio: agli Europei di Spalato vince l’oro nella 10 km, il primo della sua carriera. Da lì in poi i risultati non sono positivi ( apparte il bronzo alle Universiadi di Buffalo del 1991 ), ma tra il 1994 e il 1995 arriva un fondamentale e prestigioso trittico oro-argento-oro. La seconda medaglia gialla della carriera la conquista agli Europei indoor del 1994 a Parigi, dove domina la specialità dei 3000 metri di marcia. Nello stesso anno segue un argento agli Europei di Helsinky nella categoria della 10 kilometri. Ma l’anno dopo arriva anche il suo primo oro alle Universiadi: Fukuoka ( Giappone ) è il posto giusto per battezzare anche questa competizione. Trittico che si ripete tra il 1997 e il 1998, anticipato dall’argento ai Giochi del Mediterraneo 1997.  Nel 1997 è oro ai Mondiali di Atene e poi bronzo alle Universiadi siciliane, mentre nel 1998 la medaglia di metallo più prezioso viene conquistata dalla Sidoti agli Europei di Budapest. Da lì la sua carriera subisce un declino senza acuti fino all’ultima gara, gli Europei di Monaco del 2002. Poteva vantare 47 presenze con la maglia della nazionale.
Mondiali di marcia roma 2016
Nessuno muore se resta nel ricordo di chi vive.

C’è tanto di Annarita  negli emozionanti 50 minuti di documentario che usciranno presto nelle sale. La storia è raccontata tramite delle interviste ( una ventina)  ed emozionanti foto di archivio. Molta la gente che le voleva bene che ha partecipato il video, aiutando a raccontare il mondo di Annarita tramite le cose che amava. In primis il marito Pietro Stirino, che ha combattuto affianco a lei la lunga battaglia contro il cancro. Il viaggio si svolge in modo itinerante per raccogliere più testimonianze possibili : da Torino fino alla sua amata Sicilia, passando per Roma. Lo ” scricciolo d’oro “, come la definì il giornalista della Gazzetta dello Sport Candido Cannavò, si è spenta il 21 Maggio 2015, lasciando un marito e tre figli, oltre a un ricordo indelebile e a un buco enorme da colmare nel cuore di tutti gli appassionati sportivi italiani.

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