Atletica leggera – Elaine Thompson, regina olimpionica nei 100 e 200, si confessa

Pubblicato il autore: Pietro D'Alessandro Segui

Thompson-Elaine-620x264 Foto da www.atleticalive.it

A Milano per la “Deejay Ten”, nella quale sarà testimonial della Nike, la giamaicana Elaine Thompson si è concessa per una lunga intervista ad Andrea Buongiovanni de “La Gazzetta dello Sport”. La campionessa olimpionica a Rio 2016 nei 100 e nei 200 metri, indicata da tutti come la “Usain Bolt in gonnella” riesce a dare di sé l’immagine di donna semplice, legata agli affetti familiari, ma con una notevole determinazione a riuscire nello sport e nella vita.
Elaine Thompson si è detta felice di essere a Milano dove si sente un po’ a casa sua. L’occasione gliel’ha offerta, appunto, la “Deejay Ten”: la corsa, che partirà da Piazza Duomo e si articolerà per le vie del centro per dieci Km fino all’arrivo in Via Legnano, offrirà l’immagine delle vie più belle di Milano libere dal traffico e dai rumori quotidiani a volte insopportabili.

Atletica leggera – Elaine Thompson: la nonna e la campagna

I ricordi della sua infanzia sono legati al villaggio di Banana Ground dove ha trascorso la sua infanzia con a fianco la nonna, figura ancora oggi importantissima nella sua vita. “Sì, là (Banana Ground ndr) si vive in campagna. Nonna mi mandava a far la spesa in uno dei pochi negozi della zona. Ci andavo di corsa. Ho cominciato così” queste le parole della Thompson, che poi ha messo in rilievo quanto deve alla nonna: “Tutto: da quando avevo due anni mi ha fatto da mamma e papà. Ha 68 anni, ha paura di viaggiare, non arriva neppure a Kingston, ma mi segue in tv e non manca mai di chiamarmi. Adesso è più entusiasta di me. E’ proprio una persona speciale”.

Atletica leggera – Elaine Thompson: la sua vita dopo il trionfo a Rio 2016

Alla domanda se avesse smaltito la sbornia a cinque stelle, Elaine Thompson si è dimostrata sincera e genuina: “Non del tutto: non credo a chi dice che la vita, dopo vittorie del genere, non cambia. Ora, in Giamaica, i ragazzini mi fermano per strada, sono circondata da attenzioni anche all’estero, devo stare attenta a quel che dico e scrivo. A casa mi hanno anche intitolato una via. Ma sono solo sensazioni positive. Alla mia scuola non sono tornata: temo la reazione della folla”.

Atletica leggera – Elaine Thompson: Usain Bolt in gonnella?

Elaine Thompson fa capire di non gradire l’accostamento al pluridecorato e consacrato uomo più veloce del mondo, con il quale dice di avere buoni rapporti, ma di non poter dire che tra di loro ci sia amicizia: “E il paragone non mi esalta. Non sono la Usain Bolt al femminile. Sono Elaine Thompson, sprinter di un’altra generazione”. Giudica più difficile la conquista della medaglia d’oro nei 200 metri, rispetto a quella vinta nei 100, per la presenza di Dafne Schippers, sua vera antagonista e rivale.

Atletica leggera – Elaine Thompson: il futuro

Elaine Thompson dice che i progetti futuri sono ancora da definire, ma di aver sicuramente margini di miglioramento in particolare “nei finali di gara, anche se molti sostengono che il mio tallone d’Achille sia la partenza”. E non pensa siano irraggiungibili i record del mondo della Griffith: “Ho corso quattro volte i 100 sotto i 10”78, ma da lì a quel 10”49 ce ne passa. Idem per il primato sui 200. Ma chissà, un giorno…. Intanto, se la salute mi assisterà, conto di arrivare fino a Tokyo 2020. Ma non chiedetemi dei 400: non farò mai nemmeno un 300”.

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