Caravelli e Salis: 2 campionesse candidate in quota atleti al Consiglio Fidal

Pubblicato il autore: rizzoli giorgio Segui
Rio de Janeiro 13/08/2016 Olimpiadi Estive Rio2016,Olympics Game Rio 2016 Atletica, Nella foto: Giochi Olimpici di Rio 2016 - Foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo - Vietato uso Pubblicitario

Rio de Janeiro 13/08/2016 Olimpiadi Estive Rio2016,Olympics Game Rio 2016 Atletica, Nella foto: Giochi Olimpici di Rio 2016 – Foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo – Vietato uso Pubblicitario

Il prossimo 6 novembre si svolgerà a Ostia l’assemblea nazionale Fidal nella quale verranno eletti il Presidente e il Consiglio Federale composto da altri 10 membri, di cui 2 eletti tra i candidati consiglieri atleti e 1 eletto tra i candidati consiglieri tecnici.
Per la quota atleti si sono candidati:
Caravelli Marzia
Faustini Alessio
Magliulo Vincenzo
Salis Silvia
Vaiani Lisi Gerardo
Fra i 5 candidati atleti i nomi più noti sono quelli delle azzurre Marzia Caravelli e Silvia Salis.
Marzia Caravelli, 35 anni che compierà proprio in questi giorni, ex primatista italiana assoluta dei 100 hs con 12.85 nel 2012. Dal 2014 ha gareggiato soprattutto nei 400 hs, specialità nella quale ha partecipato alle Olimpiadi 2016 a Rio de Janeiro. Attualmente è atleta del G.S. Aeronautica Militare, in cui si è arruolata nel 2014.
Silvia Salis, 31 anni, è specialista del lancio del martello e milita nelle Fiamme Azzurre dal 2011. Il suo primato personale nel martello è 71,93 e risale al 2011 ed è la terza all time in Italia. Nel 2016 ha disputato una sola gara a inizio stagione
Ecco le loro dichiarazioni attraverso comunicati che hanno postato su facebook.
Caravelli: “In questi giorni ho preso una decisione importante…MI SONO CANDIDATA a Consigliere Fidal – Indipendente – in quota ATLETI).
Ho riflettuto a lungo e ammetto di essere stata molto combattuta nel fare questa scelta. Poi però ho ripensato al mio percorso di atleta: sono stata un’atleta studente che aspirava a conciliare le due cose; sono stata un’atleta lavoratrice, costretta a dimettersi prima di partire per le Olimpiadi di Londra; sono stata un’atleta non eccellente nelle categorie giovanili e spesso invisibile; sono stata un’atleta di una piccola società; sono oggi un’atleta azzurra, un’atleta militare e soprattutto un’atleta innamorata di questo sport a cui ho sempre dedicato tutta me stessa.
Insomma, le ho passate un po’ tutte sia in prima persona che nelle avventure di tanti atleti che ho incontrato strada facendo, e accanto a cose belle e a piacevoli sorprese, spesso mi/ci è capitato anche di non condividere scelte e metodi del nostro mondo.
Così ho deciso di candidarmi, perché se non proviamo a cambiare qualcosa non possiamo continuare a discutere di ciò che non ci piace.
Ho deciso di farlo perché vorrei che la voce degli atleti fosse presente in Consiglio, e che lo fosse attraverso chi dal campo ci viene, da chi vive la realtà degli atleti di oggi, fatta anche di necessità del nostro tempo e del nostro mondo, vorrei che si potesse creare un reale collegamento tra la politica federale e la vita di campo.
E lo vorrei fare a modo mio.
Ho deciso di non appoggiare nessun candidato alla Presidenza, e di candidarmi in maniera INDIPENDENTE perché l’unica cosa vera e importante sarà provare a migliorare qualcosa con i fatti e non con le parole. A me l’atletica ha insegnato questo.
Per questo motivo non ho un “mio programma politico fatto di intenti e di proposte”, perché il programma vorrei che venisse dal campo. Ho infatti predisposto un questionario che pubblicherò online, e che si rivolge a tutti gli atleti, di tutte le categorie e di ogni livello, che mira ad affrontare tutte le problematiche che un atleta può riscontrare nel suo percorso. Dalle convocazioni, all’assistenza, ai raduni, alla scuola, ecc. Spero di non aver dimenticato nulla e spero che gli atleti possano dedicarmi 10’ del loro tempo per rispondere. Se le risposte saranno consistenti raccoglierò i dati, e sarà da lì, dalle esigenze vere, reali e concrete e non da quelle supposte o presunte che inizierò il mio percorso. Renderò pubblici i dati in modo che si possano affrontare i reali problemi sorti, oppure in modo che si possa, e si debba, dare conto del perché si deciderà di passare oltre ad alcune necessità.
So che non si rivoluzioneranno le cose in pochi mesi, so che sarà dura e difficile inserirsi in un ambiente “politico” e so che servirà invece tempo e pazienza, ma sono pronta a provarci, in fondo non potrà essere tanto peggio che passare dai 100hs ai 400hs! “

Salis: “Gli atleti sono il motore dello sport italiano, senza di noi nulla accade.
Non voglio peccare di presunzione ma sono convinta che la nostra sia una categoria che debba essere maggiormente tutelata e meglio rappresentata nell’ambito del movimento sportivo italiano.
Questo è fondamentalmente il motivo per il quale ho deciso di candidarmi a far parte del Consiglio della Federazione Italiana di Atletica Leggera.
Quando quasi un anno fa sono stata coinvolta nella vicenda “whereabouts”, per la quale un gruppo di noi fu accusato di non essere stato diligente nell’espletare le formalità legate ai controlli antidoping, ho capito quanto sia indispensabile che gli atleti siano capaci di far valere, in modo energico e coeso, le proprie ragioni. In quell’occasione ho percepito da parte di tutti i miei colleghi coinvolti nel processo, che per inciso ci ha poi visti tutti assolti, un forte senso di smarrimento ed ho accettato, anche grazie alla fiducia che hanno riposto in me, di assumermi la responsabilità di coordinare e fare da portavoce di questo gruppo per fare in modo, cosa che è per fortuna accaduta, che i media ascoltassero e dessero spazio anche alla nostra versione dei fatti e non solo a quella di chi ci accusava.
Questa esperienza mi ha fatto capire che avrei potuto impegnarmi in modo più continuativo in questo ruolo di coordinamento e rappresentanza della categoria della quale faccio parte ormai da tanti anni.
Ora come allora mi rende forte ed orgogliosa che il Gruppo Sportivo della Polizia Penitenziaria, del quale faccio parte, mi sostenga con convinzione e viva con entusiasmo il fatto che una loro atleta intenda impegnarsi in un contesto “politico”, per esprimersi liberamente difendendo i principi in cui crede, con la stessa determinazione con la quale finora ha affrontato le competizioni sui campi di gara.”

Cheboksary 20-21 Giugno2015 - European Athletics Team Championships -Campionato Europeo a squadre - foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

Cheboksary 20-21 Giugno2015 – European Athletics Team Championships -Campionato Europeo a squadre – foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

 

 

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