Le società emiliane di atletica incontrano i candidati alla Presidenza Fidal

Pubblicato il autore: rizzoli giorgio Segui

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Nei giorni scorsi, organizzati dal Comitato Regionale Fidal Emilia Romagna, sono stati effettuati 2 incontri separati fra le società di atletica della Emilia Romagna e i candidati a Presidente della Fidal Nazionale.
Il primo incontro è avvenuto venerdì 14 ottobre con l’attuale Presidente Fidal  Alfio Giomi, che si è ricandidato per il prossimo mandato quadriennale.
Nell’incontro Giomi ha ripercorso brevemente i suoi 4 anni di presidenza, consapevole che vari aspetti potranno e dovranno migliorare. In particolare il rapporto fra settore tecnico nazionale e quello su base territoriale, che non si è riusciti a coordinare al meglio.
Riguardo alla delusione generale per il riscontro non positivo dei risultati degli atleti italiani alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, si è consapevoli della universalità della atletica mondiale e anche purtroppo dell’infortunio occorso al nostro atleta di punta, che comunque non avrebbe portato a un diverso giudizio complessivo sulle gare degli azzurri, ma la situazione della atletica italiana è già diversa se confrontata a livello europeo e nelle manifestazioni internazionali giovanili.
D’altra parte Giomi ha ricordato fra i successi del suo mandato un aumento considerevole dei tesserati in tutte le categorie e un bilancio federale nel quale le entrate sono state decisamente maggiori che nel passato, anche per proprio merito avendo sollevato la questione delle suddivisione dei contributi del Coni alle Federazioni troppo sbilanciata a favore del calcio rispetto alle varie federazioni, delle quali quella di atletica leggera rivendica giustamente la propria importanza. Inoltre i contributi erogati alle società sono aumentati sensibilmente.
Il Presidente Giomi ha anche ricordato che all’inizio del proprio mandato riteneva di compiere la proprio mission in tempi brevi e che quindi non si sarebbe ricandidato per un secondo quadriennio, ma non avendo potuto completare il proprio lavoro in questo primo periodo, ha ritenuto proprio per questo motivo di riproporre la propria candidatura alla massima carica federale.
A fianco di Giomi c’era l’attuale Presidente della Fidal Emilia Romagna Matteo De Sensi, che ha annunciato di essersi candidato come Consigliere Nazionale, in appoggio all’attuale presidente federale.
Al termine della illustrazione effettuata da Alfio Giomi, ci sono stati alcuni interventi da parte dei dirigenti delle società presenti, che hanno riguardato, fra gli altri argomenti, il settore tecnico, il problema degli atleti militari e la situazione degli impianti di atletica in Emilia Romagna e a Bologna. Su quest’ultimo aspetto Giomi ha ricordato di avere incontrato in tutta Italia in questi 4 anni tante amministrazioni comunali che hanno portato avanti varie iniziative nel campo dell’impiantistica, mentre è consapevole che Bologna è rimasta indietro, ma non esiterà a incontrare gli amministratori locali per sollecitare interventi e iniziative che riportino Bologna al centro dell’atletica. Altri interventi riguardo una più efficace comunicazione o iniziative di marketing anche a livello locale hanno trovato condivisione e apprezzamento da parte di Giomi.

Il secondo incontro, avvenuto mercoledì 19 ottobre, era con l’altro candidato alla Presidenza Nazionale Fidal, Stefano Mei.
Mei, atleta spezzino, è stato un grande campione di atletica negli anni ’80 e ’90. Ma è a 16 anni e quindi nel 1978 che si mette in evidenza nei Giochi della Gioventù di corsa campestre e nei 3000 metri dei Campionati Italiani allievi su pista. Nel 1979 arrivano il primo titolo italiano e la prima maglia della Nazionale nella categoria juniores, nonostante fosse ancora allievo; centra la miglior prestazione mondiale a livello di sedicenni correndo i 3000 m. in 8’08” agli Europei Junior di Bydgoszcz, in Polonia. Da junior conquista 3 titoli italiani. Nel 1982 a Roma in occasione dei Campionati del Mondo di cross, sale sul podio con un terzo posto, nella morsa di 4 atleti etiopi. Il successo più prestigioso avviene nel 1986 nei 10000 metri ai Campionati Europei di Stoccarda,  precedendo Alberto Cova e Salvatore Antibo, in una storica tripletta per l’Italia. Negli stessi Campionati Europei vince la medaglia d’argento nei 5000 metri dietro l’inglese Jack Buckner. Nello stesso anno migliora il record italiano dei 1500 metri a Rieti il 7 settembre.
Nell’incontro di Bologna, Stefano Mei ha dapprima presentato i nomi dei candidati consiglieri della sua “cordata”. Fra questi era presente all’incontro Alberto Montanari, già presidente della Fidal Emilia Romagna dal 2004 al 2012. Mei ha ricordato il pressing esercitato su Montanari affinchè accettasse la candidatura nella sua squadra al Consiglio Nazionale, che è stata proprio da pochi giorni confermata ufficialmente.
Mei ha poi parlato dei motivi della sua scelta, maturata ormai da un po’ di tempo, avendo accolto tante richieste pervenute dal mondo dell’atletica. Lui sarà il “capitano” di questa squadra, ma è sua convinzione che il Presidente Fidal debba avere una connotazione di rappresentanza del mondo della atletica senza sconfinare nel campo tecnico come è invece è avvenuto nel corso di questa gestione federale.
Il principale argomento trattato nel corso dell’incontro è stata la riforma del settore tecnico che dovrà essere, per l’atletica di vertice, più centralistico, anche con l’utilizzo prioritario dei Centri Federali di Formia e Tirrenia, strutture che permetteranno di sfruttare al meglio l’attività ad alto livello. In questa impostazione anche i periodi di allenamento all’estero dovranno essere riconsiderati, mentre sarà invece opportuno che i tecnici abbiano possibilità di confronto anche al di fuori dell’Italia.
Gli atleti di vertice dovranno essere assistiti al meglio e ci sarà trasparenza in entrata e in uscita con risorse e premi in base ai risultati conseguiti. A seguire l’attività giovanile, che avrà al centro l’azione dei Fiduciari Tecnici Regionali, incentivando scambi, raduni, formazione e aggiornamento dei tecnici. Le società di base, che svolgono soprattutto attività giovanile, dovranno essere sempre più valorizzate, in quanto componenti fondamentali del modello organizzativo.

 

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