Usain Bolt: il futuro tra cinema e calcio

Pubblicato il autore: Mirko Tursi

Usain Bolt: il futuro tra cinema e calcio

Che Usain Bolt fosse l’uomo più veloce del mondo lo si sapeva, come si sapeva dei suoi numerosissimi successi sulla pista d’atletica, delle sue 9 medaglie in 3 Olimpiadi consecutive, dei suoi record stratosferici sui 100m (9.58), 200m (19.19) e nella staffetta 4×100 (36.84), anche le sue “notti di passione” (vedi le foto con la giovane brasiliana Jady Duarte impazzate sul web dopo i trionfi alle ultime Olimpiadi di Rio) erano familiari un po’ a tutti. Ma cosa avrebbe fatto Usain Bolt conclusasi la sua carriera, questo proprio no.

LONDRA – Il re dello sprint, il campione che ha salvato l’atletica leggera, con quel suo fare un po’ scanzonato e ironico si darà al calcio. E se lo stesso campione giamaicano afferma la sua scelta per il futuro durante la “prima” del film-documentario “I Am Bolt”, un po’ ci coglie tutti di sorpresa. Bolt, che già 3 mesi fa aveva annunciato il suo prossimo ritiro dopo Londra 2017, mondiale in cui correrà la sua ultima gara, aveva deciso di staccare finalmente la spina dopo 15 anni di atletica a livelli altissimi, in cerca della tanto agognata “vita normale”. Proprio l’atleta giamaicano, alla vigilia dell’anteprima di I Am Bolt ha spiegato infatti: “Ho deciso di fare uscire questo film adesso perché sento che dopo i giochi di Rio si è come chiuso un cerchio. L’ho fatto per i miei tifosi, perché vedano che oltre al divertimento e i sorrisi c’è un lavoro durissimo”. Ed è proprio sulle estenuanti sessioni di allenamento e sulla difficile vita dell’atleta, fatta di fatica e di tanti sacrifici, che preme a più riprese Bolt: “in molti sono convinti che rendo facile le cose difficili. Ma la verità è che per ottenere determinati risultati bisogna allenarsi duramente. Se non fosse per la fatica degli allenamenti, continuerei a gareggiare”.

IL FILM – Nel film-documentario di Bolt, girato in due anni da Gabe e Benjamin Turnerc’è tutta la vita dell’uomo più veloce del mondo, le vittorie, i sorrisi, ma anche la sofferenza e le difficoltà, la figura del suo mentore Glen Mills, artefice dei suoi successi, e quella del suo amico d’infanzia divenuto suo manager: insomma ciò che si vede in televisione sì, ma anche tanto di quello che c’è dietro. La colonna sonora del film, che spazia da Damian Marley (figlio del famoso Bob) ai Chronixx (un famoso cantante reggae, giamaicano, ovviamente) accompagna il racconto di un uomo, prima che di un atleta, molto legato alle sue radici e a quell’isola nel Mar dei Caraibi nella quale è nata la leggenda, dal Mondiale under-20 vinto, alle Olimpiadi di Pechino 2008 dove si presentò al mondo distruggendo tutti i record di velocità, record che verranno sbriciolati poi a Berlino, nel 2009 e ancora Londra, di nuovo Pechino dove nascerà la sfida dalle mille emozioni con Justin Gatlin, tornato a correre dopo due pesanti squalifiche per doping. E proprio all’atleta statunitense è dedicata una piccola parte del film, senza considerazioni personali, ma con un fortissimo messaggio implicito, di cui Bolt si è sempre fatto portatore: “Chi si droga deve essere allontanato dallo sport”. Infine Rio, lì dove il suo nome viene finalmente associato alla parola “leggenda“, lì dove il campione giamaicano sale nell’Olimpo dello sport e scrive il suo nome accanto a quello di Michael Jordan, Pelè, Muhammad Alì. Adesso però è arrivato il momento di cambiare vita, in cerca della normalità, e, in un certo senso, Bolt una vita più “normale” l’ha già iniziata. Ha ottenuto infatti un contratto (a vita) da impiegato presso la Digicel, la compagnia telefonica del miliardario Denis O’Brien che è stabilita proprio a Kingston, in Giamaica, con un ruolo particolare, quello di Chief “Speed” Officer.

IL CALCIO – Ora, a 31 anni, per Bolt è arrivato il momento di voltare pagina. Per uno sportivo come lui sarebbe difficile abbandonare lo sport e allora eccolo che, alle prese con la presentazione del film, si lascia scappare anche le sue intenzioni future riguardanti il mondo del calcio: “gioco due volte la settimana con i miei amici, penso di essere abbastanza bravo. L’anno prossimo, terminata la stagione, mi allenerò con il Borussia Dortmund”. Bolt, che da sempre tifa Manchester United, con la passione per Ruud Van Nisterlooy, non vedrebbe l’ora di cimentarsi in una nuova avventura. Resta da vedere se riuscirà a conquistare la palma di migliore anche lì, perchè quella di “giocatore più veloce” ce l’ha già in tasca.

 

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