Tamberi: dimenticare Rio per tornare grande, già a Londra 2017

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Gianmarco Tamberi. i Mondiali 2017 primo obiettivo verso Tokyo

Non si può certo dire che il 2016 sia stato un anno fortunato per Gianmarco Tamberi, campione italiano ed europeo di salto in alto. L’atleta marchigiano sarebbe stato l’uomo da battere a Rio, senza quel maledetto infortunio patito nel Principato di Monaco molto probabilmente l’Italia avrebbe festeggiato un altro oro olimpico. I suoi 24 anni raccontano di un Tamberi che avrà modo di rifarsi dell’assenza ai giochi olimpici brasiliani, già a Tokyo 2020. Ma prima dell’appuntamento a cinque cerchi ci sono ancora tante altre tappe importanti per scandire la sua giù luminosa carriera. Primo di questi appuntamenti è rappresentato dai Mondiali di Atletica, in programma a Londra dal 5 al 13 agosto del 2017. Già lì Tamberi potrà respirare un’atmosfera olimpica, visto che le gare iridate si disputeranno nello Stadio Olimpico, costruito per le Olimpiadi di Londra del 2012. Se la sfortuna lo lascerà stare, sarebbe ora, Tamberi a Londra sarà l’uomo da battere nel salto in alto. L’atleta marchigiano è un uomo copertina per tutto il movimento italiano, che a Rio non è riuscito a conquistare neanche una medaglia olimpica. Segno che l’atletica azzurra, non da oggi, è in crisi, di talenti e di personaggi, per quella che resta la regina degli sport. Tamberi deve essere in futuro il Bolt italiano, il punto di riferimento per tutti i giovani italiani che si avvicinano all’atletica. Il saltatore di Civitanova Marche è anche un personaggio fuori dalla pedana, molto amato dai giovani, che lo seguono molto sui social, è lui il faro dell’atletica italiana del presente e del futuro.

Tamberi come Juri Chechi, campioni più forti della sfortuna

L’infortunio di Tamberi a pochi giorni dalle Olimpiadi di Rio ha ricordato a molto quello che accadde a Juri Chechi prima dei Giochi di Barcellona ’92. Il ginnasta toscano prima delle Olimpiadi, dove sarebbe stato il grande favorito, si ruppe il tendine d’Achille. Un infortunio che poteva mettere a rischio la carriera del “Signore degli Anelli”, che però non si diede per vinto. Chechi ad Atlanta nel 1996 vinse l’oro olimpico, ma non si fermò lì, nel 2000 un nuovo grave infortunio interruppe la sua preparazione per le Olimpiadi di Sidney. Tutto lasciava presagire al ritiro del ginnasta pratese che invece riprese la preparazione per i Giochi di Atene nel 2004. A 35 anni Chechi conquista un’incredibile medaglia di bronzo, chiudendo così una carriera straordinaria. Tamberi deve seguire l’esempio di Juri Chechi, il talento, quello puro, deve avere la meglio su tutte le avversità, fino a conquistare i meritati successi. Il saltatore marchigiano ha affrontato con il sorriso l’infortunio, sostenendo i compagni a Rio, memorabile l’abbraccio con Gregorio Paltrinieri, dopo la vittoria dell’azzurro nei 1500 metri di nuoto a Rio. Il 2017 deve essere un anno di ripartenza per Tamberi, allenarsi con la cattiveria di sempre, vincere a Londra per dimostrare ancora una volta di essere il più forte in circolazione. Per Tokyo 2020 mancano più di tre anni e mezzo, ma il sacro fuoco di Olimpia è sempre acceso negli atleti che vogliono restare nella memoria indelebile dello sport, italiano, europeo e mondiale, questo Gianmarco Tamberi da Civitanova Marche, lo sa.

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