Usain Bolt assediato dal doping, è caso Giamaica

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Bolt, è allarme doping per il campione giamaicano

La medaglia d’oro di Pechino 2008 della 4×100 potrebbe non essere l’ultima persa da Usain Bolt per colpa dei compagni di squadra squalificati per doping. Bolt si è sempre dichiarato a favore del pugno duro nei confronti del doping:”La mia posizione sul doping è sempre stata chiara. Chi fa uso di sostanze proibite deve essere allontanato dallo sport”. Il pluricampione olimpico ha visto svanito il fantastico triplete, 100,200 e 4×100, per la squalifica del compagno di staffetta Nesta Carter, scoperto positivo dopo 8 anni alla metilexaneamina, uno stimolante. Oltre alla perdita della medaglia per Bolt c’è anche un danno di immagine, quella di campione pulito sporcata dalle infamie dei suoi connazionali. Non sono stati rari i casi di doping che negli ultimi anni hanno coinvolto più di uno sprinter giamaicano, a partire da quello riguardante Asafa Powell nel 2013. Il grande rivale di Bolt venne trovato positivo alla oxilofrina, uno stimolante, ai campionati nazionali giamaicani, insieme ad altri sei atleti. Tra questi anche la velocista Sheron Simpson, squalificata poi per 6 mesi. I due al momento della comunicazione della positività si trovavano in Italia a Lignano Sabbiadoro per degli allenamenti specifici. Una perquisizione dei Nas di Udine li colpì in piena notte, mentre i due alloggiavano all’Hotel Due Pini. Durante l’operazione vennero sequesrate una cinquantina di scatoloni contenenti integratori e farmaci. Durante la perquisizione non emersero altre sostanze dopanti, oltre alla già citata oxilofrina. La sostanza però all’epoca dei fatti, settembre 2015, era proibita solo in gara, quindi il gip di Udine archiviò il caso. Nel frattempo però Powell si beccò un anno e mezzo di squalifica, poi ridotta a 6 mesi dal Tas, così come la Simpson.

Bolt, campione pulito di una Giamaica coinvolta nel doping

Negli ultimi anni sono stati diversi i casi di doping che hanno riguardato atleti connazionali e compagni di squadra di Bolt. A partire dal 2009 quando ad essere fermati per doping furono Yohan Blake e Marvin Anderson, oltre a  Lansford Spence e Allodin Fothergill, compagni di squadra di Bolt. I quattro furono fermati per l’uso di  metilexaneamina, la stessa che dopo 8 anni è stata fatale a Carter, loro se la cavarono con tre mesi di squalifica. Una quinta velocista, Sheri-Ann Brooks, fu positiva alla stessa sostanza, ma lei se la cavò grazie ad un cavillo regolamentare:  l’esame del campione B delle sue urine era stato fatto senza che lei e il suo legale venissero avvertiti.
La metilexaneamina è stata una buccia di banana su cui è scivolata anche Dominique Blake, quattrocentista, già fermata nel 2006 per uso di efedrina. Nel 2012 la Blake è stata squalificata per 4 anni e mezzo, pena finita di scontare proprio all’inizio del 2017. Nel 2008 Julien Dunkley, fresco di record personale a 33 anni, fu escluso a pochi giorni dal via delle Olimpiadi di Pechino per l’uso di boldenone, un derivato del testosterone. Elenco lungo quindi degli atleti giamaicani fermati per uso di sostanze più o meno dopanti un elenco che non sembra destinato ad esaurirsi in breve tempo. A difendere l’immagine pulita della Giamaica che corre e vince resta lui, Usain Bolt, speriamo che il suo sorriso guascone resti candido ancora per tanto, tanto tempo.

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