La caduta degli Dei ai mondiali di atletica

Pubblicato il autore: Marco Perrone Segui

Doveva essere il Mondiale delle conferme, quello dei saluti al grande pubblico con la medaglia d’oro al collo e invece la pista di Londra ci ha regalato enormi sorprese in questi 10 giorni dei Mondiali di atletica. Solo un record del mondo (nella 50 km di marcia donne) e poco altro di grande caratura guardando al cronometro ma quasi ogni giorno abbiamo registrato un risultato clamoroso che ha invertito ogni pronostico della vigilia.

 

Usain, sei sicuro di voler lasciare l’atletica in questo modo?

La caduta degli dei si apre con un rumore fragoroso: la sconfitta di Usain bolt nei 100 metri. Terzo posto per l’atleta giamaicano, vincitore di 3 ori mondiali e altrettante medaglie olimpiche nella distanza breve della velocità outdoor. Bolt ha perso la gara di Londra ai blocchi di partenza con un tempo di reazione di 6 centesimi superiore sia nei confronti del neocampione Gatlin che del secondo classificato Coleman. L’incapacità di rimontare nella seconda metà della gara sintetizza poi una condizione di forma ben lontana da quella apprezzata fino allo scorso anno a Rio.

 

Triplo donne: Rojas vs Ibarguen, 2 cm che valgono l’oro

Una delle gare più belle e combattute della rassegna iridata di Londra è stata quella del salto triplo donne con tre atlete sopra i 14 metri e 75. Livello non altissimo ma ogni salto era quello giusto per mettere il naso davanti. Il momento decisivo arriva al quinto tentativo con la venezuelana Rojas che ferma, solo per qualche ora, gli scontri nel suo Venezuela tenendo incollati alla tv i suoi connazionali con i suoi salti stilisticamente lontani dalla perfezione ma molto efficaci. Il sorpasso sulla Ibarguen arriva al quinto tentativo con la misura di 14 e 91, due cm in più della colombiana. L’assalto finale della Ibarguen per riprendersi l’oro si ferma ai 14 e 88 dell’ultimo tentativo, quasi un risultato fotocopia del suo miglior salto di giornata. Un risultato sorprendente, quasi un passaggio di consegne tra le due visti gli 11 anni di differenza.

 

Van Niekerk fallisce la doppietta

Con l’assenza di Bolt nei 200 metri, le porte per una doppietta di Van Niekerk in questi Mondiali di Atletica sembravano praticamente spalancate. I 400 metri filano quasi lisci con la vittoria su Gardiner e Haroun in 43″ 98, un tempo tutt’altro che eccezionale e l’idea di tutti era che Wayde avesse soltanto voluto preservare un po’ di energie per la gara dei 200 metri. Ma il risultato delle semifinali con la conquista di un posto in finale soltanto grazie a uno dei due tempi di ripescaggio accende la spia dell’allarme: Wayde potrebbe fallire l’obiettivo della doppietta 200+400. E così è stato nonostante quella di Londra sia stata la finale più lenta degli ultimi 12 anni. Il sogno di Van Niekerk si infrange a due centesimi e soprattutto negli ultimi 50 metri quando l’azero naturalizzato turco Guliyev riesce a completare un’eccellente rimonta imponendosi in 20″ 09.

 

Farah saluta la pista di atletica con l’argento nei 5000

Doveva essere una festa ma Farah ha rischiato di vedere la cerimonia di premiazione dei 5000 dalla tribuna. Mo Farah si fa sorprendere dall’etiope Muktar Edris e si deve accontentare di una medaglia d’argento dal sapore amarissimo nonostante abbia rischiato anche di scendere dal podio. Il britannico non perdeva una gara, tra Mondiali e Olimpiadi, dal 2011 e il “copione” relativo al commiato dalla pista del miglior fondista degli ultimi 10 anni doveva essere ben diverso. Ma tra le aspettative e la realtà ci sono gli avversari sulla pista e la coppia formata da Edris e Kejelcha ha sgretolato le certezze del britannico e di tutto il pubblico dell’Olimpico di Londra. Farah chiude la sua carriera su pista con l’oro nei 10000 metri e con l’argento nei 5000. D’ora in avanti il britannico si dedicherà alla maratona ma la ferita per la mancata doppietta davanti al suo pubblico resterà aperta a lungo.

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