Datome: E’ dura ma voglio affermarmi in Nba

Pubblicato il autore: Federico Sorrentino Segui

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Ha scampato il pericolo del taglio nei Detroit Pistons, ma la strada rimane comunque in salita per Gigi Datome. La sua esperienza NBA non è stata finora soddisfacente, nel primo anno americano l’ex Virtus Roma ha collezionato solo 34 presenze in regular season e quest’anno le previsioni non sono migliori. Il sardo è legato ancora con un anno di contratto a Motown, ma in molti ritengono che nella stagione NBA ormai alle porte il suo minutaggio sarà addirittura inferiore rispetto all’anno scorso. Eppure Gigi non si abbatte e alla domanda su quanta voglia abbia di restare ancora un anno a soffrire in panchina, risponde sicuro. “Sono deciso ad affermarmi a ogni costo – dice – avevo fame quando ero a Scafati, sarebbe assurdo non averne molta di più qui, sul palcoscenico più importante del mondo. I problemi della vita sono altri e mi ritengo una persona fortunata”.

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La stagione NBA parte stanotte, domani è previsto l’esordio dei Pistons in casa dei Denver Nuggets. Potrebbe essere l’occasione per godersi un derby made in Italy tra Datome e Danilo Gallinari, ma tutto lascia intendere che sul parquet vedremo solo l’ex Olimpia Milano. Non per niente anche la preseason è stata avara di soddisfazioni per il capitano della nazionale italiana. “Su sette partite di precampionato – realizza – sono rimasto fuori quattro volte. In due sono stato in campo per 8’ e mi considero non giudicabile. In una ho avuto 14’ e li ho sfruttati bene”. Dopo quella gara, il nuovo coach dei Pistons, Stan Van Gundy, aveva promesso più spazio per Gigi, ma non è stato così. “Ormai ho capito che posso avere il controllo solo su certe cose: sul mio impegno e sulla mia dedizione. Per questo continuo per la mia strada, lavorando duro, perché tutto il resto non dipende da me. E allora sarebbe stupido sprecare preziose energie nervose a preoccuparmi”. Quando arrivò negli Stati Uniti c’erano altre premesse, ma nel giro di pochi mesi è cambiato tutto. Lo storico general manager di Detroit, Joe Dumars, lo aveva voluto con forza ma dopo pochi mesi è andato via. Durante l’anno, come se non bastasse, i Pistons hanno sperimentato – senza grossi risultati – l’esperimento dei tre lunghi (Josh Smith, Andre Drummond, Greg Monroe) che ha tolto all’azzurro molto spazio nello spot di ala piccola. Eppure Gigi è fiducioso, crede ancora nelle sue potenzialità. “Se vedessi di non essere pronto per giocare qui, sarei il primo a farmi da parte. Ma non è così. Sono a posto fisicamente e in forma. Aspetto solo l’opportunità di poterlo dimostrare”. Una iniezione di fiducia potrebbe arrivare proprio da Van Gundy, che già in pre-campionato ha dimostrato di non gradire la presenza di tre lunghi contemporaneamente sul parquet. “Il nuovo coach – termina Datome – insiste molto sul movimento di palla, non vuole isolamenti, chiede cambi frequenti di campo e altruismo. Abbiamo giochi con molte opzioni, circa 120 schemi. Ci vuole intelligenza: mi piace”.

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