I 60 anni di Larry Wright, leggenda del basket capitolino

Pubblicato il autore: Armando Cortese Segui

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“Che emozioni con quel Larry! Che basket! Che spettacolo! Altri tempi…purtroppo! Torneranno mai? Lo sogno, lo spero, ma sinceramente non ne sono troppo sicuro, almeno per un po’…”, sospira l’appassionato giallorosso. Ma Larry chi? Il leggendario numero 33 dei Boston Celtic? L’inarrivabile Bird from French Lick? L’idolo del Garden? L’icona NBA? No, niente di tutto ciò. Con le dovute proporzioni, se nella capitale sei appassionato di pallacanestro e tifi Virtus (e magari hai anche un buon numero di primavere sulle spalle), il Larry in questione sarà solo e soltanto uno, Wright, Larry Wright. Wright (1 titolo NBA nel 1978 con i Washington Bullets) è il simbolo del basket capitolino, il trascinatore del mitico Banco di Roma che, con lui in campo e coach Valerio Bianchini in panca, vinse prima l’unico scudetto virtussino (stagione 1982/’83) e poi le altrettanto uniche Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale (1984). “Erano gli anni delle prime aperture dopo la lunga segregazione razziale e, in quel periodo, i neri avevano solo due strade per emanciparsi: la musica e lo sport” ricorda Bianchini. Si diceva che avesse smesso di giocare, ma nonostante ciò a volere fortemente il “folletto nero” in Italia fu proprio il Vate, alla ricerca di un playmaker USA in grado di fare la differenza.
E quella non fu differenza, fu storia! Oggi sono 60 le candeline appena spente e tante le emozioni da ricordare…AUGURI LARRY!

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