L’ultimo canestro di Lauren

Pubblicato il autore: Federico Prosperi Segui

lauren hillLo sport serve soprattutto a realizzare i sogni. Per i tifosi è quello di vedere la propria squadra trionfare e alzare più coppe possibili al cielo. Invece c’è chi sogna di poter giocare una partita di basket forse l’ultima e magari segnare in quello che sarà il giorno più bello e importante della tua vita. Questa è la storia di Lauren Hill, giovanissima giocatrice di basket che a ridosso del suo 18esimo compleanno le è stato diagnosticato un tumore al cervello incurabile con forse solo due anni da vivere. I 18 anni con tutti i sogni davanti da vivere e realizzare cancellati immediatamente da questo male. Ma quello di Lauren è sempre stato di poter giocare nella WNBA con la squadra del suo college. Lauren a basket ci sapeva giocare ma circa un anno fa le prime difficoltà nel stare a passo con le sue compagne e le difficoltà nel palleggiare. La diagnosi fu terribile ma lei come prima e ultima cosa chiese di poter giocare ancora una partita. Il 15 novembre era troppo lontano e Lauren chiese di anticipare alla NCAA la prima gara del campionato che probabilmente non avrebbe potuto più giocare. La risposta fu si e Lauren si aggregò alla squadra di Mount St. Joseph e ricevette la maglia numero 22. L’ultimo sforzo: giocare la prima partita del campionato e indossare quella divisa. Saper di morire è terribile ma Lauren ha deciso di vivere il dramma non chiudendosi ma cercando sempre di prendere il meglio. Così sono accorse 10.000 persone ad applaudirla invece che le solite 100 persone a seguito del St. Joseph. Molte le celebrità accorse a vedere Lauren tra tutti i giocatori dell’Indiana Pacers. A fine gara le donazioni sono arrivate a 40.000 dollari. Lauren ha trascorso gran parte della gara in panchina per via delle nausee causate dalla medicine. Ma ha voluto comunque congedarsi dalla platea con uno splendido tiro da fuori mentre lo stadio intonava ” We love Lauren…we love Lauren”. Il sogno della sua vita è stato realizzato come ha affermato lei stessa dopo la gara : “Meglio chiamarla la mia prima partita di college, piuttosto che la mia ultima”.

 

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