Basket in crisi: quattro società italiane sull’orlo del baratro

Pubblicato il autore: Stefano Blois Segui
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Max Boccio

Non è purtroppo una novità, ma anche quest’anno il basket italiano è attraversato da una profonda crisi, che coinvolge in particolare diverse società di A2 Gold, dopo aver toccato nella scorsa estate la Montepaschi Siena vittoriosa di sette scudetti in fila tra il 2007 ed il 2013.

Analizzando la situazione delle quattro realtà più a rischio, il caso più eclatante è senza dubbio quello di Forlì. Acquistata in circostanze poco chiare dal duo Michel Chirisi-Max Boccio in estate, con proclami di Eurolega, quotazioni in borsa ed un roster molto importante per la categoria, i tanti dubbi che venivano nutriti fin dall’inizio sulla nuova proprietà sono man mano diventati realtà. Stipendi-fantasma, tante promesse non mantenute, e la squadra (che sul campo aveva iniziato ad ingranare) ha dapprima giocato senza stranieri, per poi scioperare in blocco quando alcuni giocatori sono stati addirittura sfrattati dall’hotel dove alloggiavano. Nelle ultime due giornate è scesa così in campo la formazione Under 19, incolpevole vittima di una situazione surreale ed ovviamente protagonista di sconfitte con scarto enorme. Questo perchè la società è stata tenuta in vita all’ultimo, con il pagamento della rata NAS, ed è quindi “costretta” a scendere comunque in campo. Nel frattempo, secondo alcuni Boccio pare aver finalmente saldato gli stipendi alla squadra. Sarà davvero così o è solo l’ennesima puntata di una vera e propria farsa?

Anche a Veroli le incertezze sul progetto-accordo con la Stella Azzurra messo in piedi quest’estate vanno avanti da un bel po’, e finora si sono rivelate realtà. Al di là dell’inadeguatezza tecnica di una squadra quasi completamente composta da Under di belle speranze (dopo gli addii di Nardi e Legion), che comunque nelle ultime due gare di campionato ha sfiorato la vittoria, l’impressione è che ci sia ben poca chiarezza tra le parti. Michele Martinelli, il promotore principale della “fusione” si è defilato dopo poche settimane, coach D’Arcangeli (che è anche il deus ex machina della Stella) ha annunciato dopo la partita di domenica scorsa le proprie dimissioni, ed i vari summit non hanno finora schiarito la vicenda. Il presidente Uccioli ha parlato di risorse appena reperite per proseguire l’attività e convincere l’allenatore romano (che “riporterebbe” con sè tutti gli atleti in doppio tesseramento) a tornare sui propri passi, anche in questo caso però la situazione resta a dir poco nebulosa.

Nelle ultime settimane sono venuti a galla anche i problemi di Barcellona e Napoli: il club siciliano, salvato in extremis quest’estate dopo aver seriamente rischiato di non iscriversi al campionato, sta portando regolarmente avanti la stagione ma la situazione societaria è molto delicata, quasi paradossale come ammesso coach Perdichizzi nel post-gara contro Biella. L’intervento di Immacolato Bonina sembra però aver messo al sicuro la prosecuzione dell’attività, mentre in casa partenopea il caso era scoppiato (per poi rientrare) qualche settimana fa. In realtà non tutto sembra essersi messo a posto, visto che il capitano Spinelli ha annunciato l’addio e presto potrebbe seguirlo il lungo Brkic. Sul fronte entrate, il mercato è bloccato a causa del lodo portato avanti da Sylvere Bryan, e nell’ultima sfida contro Brescia è mancato Jarrius Jackson (ufficialmente per problemi fisici). Non il quadro ideale per una società che puntava a riportare Napoli nel basket che conta con un progetto importante, in una piazza che di fallimenti ne ha dovuti sopportare fin troppi negli ultimi anni.

Insomma, cambiano formule e regolamenti ma ogni anno non manca il triste panorama di società prossime al fallimento o in seria difficoltà economica. Riuscirà il basket italiano a ritrovare stabilità e progettualità senza vivere (male) alla giornata come sta avvenendo sempre più spesso? Nel frattempo, l’augurio è che le quattro piazze in questione (tutte molto appassionate) riescano in un modo o nell’altro a superare le difficoltà e rimanere nella pallacanestro di vertice.

 

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