Nba: Paradosso Detroit Pistons, 5-0 dalla partenza di Josh Smith

Pubblicato il autore: Federico Sorrentino Segui

I Detroit Pistons vincono la quinta partita di fila (114-95 in casa contro Sacramento) dal clamoroso taglio di Josh Smith e iniziano a pensare che il grosso dei problemi era rappresentato proprio dall’ex ala degli Atlanta Hawks, ora agli Houston Rockets (3-3 dal suo arrivo, ora 23-10). In molti si domandavano come fosse possibile tagliare il miglior giocatore del proprio roster e il più pagato (quasi 13 milioni di dollari all’anno fino al 2016), ma la risposta l’ha data il campo. Senza Smith, mai integratosi a Motown, i Pistons sono ora una squadra sciolta e sbarazzina, con percentuali che sono schizzate alle stelle facendo strabuzzare gli occhi ad una tifoseria ormai rassegnata all’ennesima stagione anonima. Vittorie non casuali e prestazioni non fortuite quelle della squadra di Van Gundy, intenzionato sempre più ad imporre il suo marchio sui Pistons.

Fino a dieci giorni fa Detroit era destinata a vivere gli ultimi mesi della stagione regolare con pigrizia e tristezza, ormai out dai giochi playoff, ma in pochi giorni é cambiato tutto. La mediocrità dell’est vende sogni a buon mercato un po’ tutti, sperare nei playoff non costa nulla e nella lista dei sognatori si iscrivono in molti: tra questi ora anche Detroit (10-23), tredicesima ma vicinissima all’ottava piazza di Miami (15-20) e alla settima di Brooklyn (16-17). Il Van Gundy 2.0 nasce la sera del 26 dicembre, in casa ad Auburn Hills, 119-109 contro Indiana. Arriva un tris di trasferte, ma i Pistons lo supera in scioltezza: 103-80 a Lebron, 109-86 ad Orlando, 97-81 sui derelitti Knicks. Ora il quinto mattone contro Sacramento.

Il vero arrivo di Van Gundy, sostengono alcuni, non è avvenuto in estate quando fu presentato ufficialmente alla corte dei Pistons, con conferenza stampa e flash annessi. Nei fatti Van Gundy é arrivato dieci giorni fa, quando a Natale ha dato il benservito a Smith, opzione che ha liberato totalmente l’area per Drummond, riducendo ulteriormente lo spazio per Monroe, destinato come Smith a lasciare Detroit molto presto. Jerebko, da 4, garantisce soluzioni che Van Gundy gradisce. Il rientro di Meeks ha dato più brio a Jennings, rigenerato nel post-Smith. Quattro giocatori perimetrali e un mostro di muscoli e agilità sotto canestro, con un roster da puntellare in estate dopo le perdite di Smith e Monroe. La rivoluzione di Van Gundy è solo all’inizio dunque, ma tra le vittime illustri rischia di finirci sempre più il nostro Gigi Datome, fuori dalle rotazioni anche durante il Van Gundy 2.0.

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