Italia-Lituania, permettetemi un’analisi…

Pubblicato il autore: Filippo Baldi Segui


Italia-Lituania: ecco cos’è mancato

Finisce come due anni fa, il sogno azzurro si infrange contro lo scoglio Lituania dopo quaranta minuti al cardiopalmo in cui forse i nostri avversari hanno meritato, ma nei quali sicuramente le complicità della squadra di Pianigiani sono state evidenti.

Lascio ad altri la cronaca della partita, che mi pare sterile (per quanto comunque meritevole di un approfondimento) per concentrarmi su un’analisi che va ben oltre quest’Italia-Lituania interessando più in generale un problema che diviene quasi cronico della nostra nazionale.

Sì, perché a sentire le parole dei commentatori di Sky pare che il problema sia stato la prova di forza inaspettata di Valanciunas e compagni, quasi come se l’Italia si fosse trovata davanti questa sera un’avversaria non alla sua portata, o per lo meno in una serata di grazia. Probabilmente sbaglio io, ma non mi pare che sia questo il problema. Sì perché è vero che il basket non è uno sport che si può schematizzare più di tanto, soprattutto se si parla di un contesto a lungo termine come un campionato europeo, però io continuo a vedere gli stessi errori che ho visto nella prima sconfitta contro la Turchia e che si sono riproposti in tutte le partite della nazionale di Pianigiani. Scordiamoci per un attimo di tutto il talento offensivo che hanno i nostri, che in attacco sono secondi a pochi grazie ad individualità di primissimo piano come Belinelli, Bargniani e Gallinari e concentriamoci sulla fase difensiva. Se é vero infatti che “l’attacco vende i biglietti ma la difesa vince le partite” possiamo capire più facilmente le origini di un fallimento che effettivamente è da considerarsi inaspettato.

Andando un attimino nello specifico credo che l’origine dei mali degli azzurri nasca nel modo in cui sistematicamente viene affrontato in fase difensiva il pick and roll centrale. Se noi analizziamo tutte le partite del nostro europeo, eliminando la partita con l’Islanda in cui le disparità in campo erano effettivamente troppo evidenti e quella con un Israele evidentemente non in giornata, vediamo come gli errori nella difesa sul blocco tra play e centro influenzino continuamente le partite. Contro la Turchia abbiamo fatto sembrare Erden un fenomeno, contro la Germania Schröder pur non avendo come appoggio un centro dominante (affidandosi dunque ai blocchi di Nowitzki) ha spadroneggiato e infine oggi abbiamo fatto sì che Kalnietis e Valanciunas facessero il bello e il cattivo tempo. Per carità, parliamo di buoni giocatori, ma che hanno sicuramente avuto la loro migliore prestazione contro l’Italia.

Ora, non si può ridurre una vittoria o una sconfitta al modo in cui i ragazzi di Pianigiani hanno affrontato una situazione difensiva, ma è certo che le altissime percentuali al tiro dei lituani derivino in gran parte da questa casistica. 

Il problema a me sembra in definitiva questo: ‘come è possibile che la squadra non abbia trovato le contromisure a questo gioco offensivo lituano (ma prima ancora turco o tedesco) che è sembrato in fin dei conti monotematico e senza grosse variazioni?

La risposta sta certamente nella poca qualità difensiva individuale dei ragazzi di Pianigiani, che non viene certo fuori adesso, ma questo non basta. Questo ragazzi dovevano dimostrare di poter alzare il ritmo difensivo tutti insieme nel momento decisivo, perché sarebbero bastate tre azioni di contenimento giocate bene per vincerla questa partita, ma evidentemente i giocatori non sono ancora pronti al passo in avanti definitivo, e ancora una volta, ad eccezione della partita con la Spagna, la nostra nazionale rimane quello che è dal post-argento olimpico, un quadro bello, a tratti stupendo, ma incompiuto.

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