NBA: ‘Caro basket’… Kobe Bryant annuncia il ritiro a fine anno con una toccante lettera

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli

nba bryant basketQuando sei una leggenda, e ancora calchi il campo di basket, tutti gli appassionati vivono come se questo momento del tuo addio non dovesse arrivare mai. Invece, anche per i più grandi, c’è quel punto in cui si decide di tracciare una linea e di dire stop. Lo ha fatto poche ore fa Kobe Bryant, uno dei più formidabili giocatori ad aver mai calcato i parquet della Nba. Dopo il ko dei suoi Lakers contro i Portland Trail Blazers, “Black Mamba” si è preso una notte per riflettere e in una mesta domenica novembrina ha messo su carta quelle parole che nessun amante della palla a spicchi avrebbe mai voluto leggere. “Questa annata è tutto ciò che rimane della mia carriera”. Per annunciare il suo addio, la stella dei Los Angeles Lakers ha deciso di scrivere una toccante lettera, che ha affidato alle colonne del Player’s Tribune. Si tratta di una accorata missiva dedicata alla pallacanestro, quel giochino che tanto ha saputo dargli sin dal giorno in cui si è infilato le scarpe e ha preso a muovere i primi palleggi.

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“Caro basketball,

Dal momento
In cui ho indossato i calzettoni di mio papà
E immaginavo di realizzare
Canestri vincenti
Nel Grande Forum della Western (conference)
Sapevo che una cosa era reale:

Mi ero innamorato di te.

Un amore così profondo che ti ho dato tutto me stesso
Dalla mia mente al mio corpo
Al mio spirito alla mia anima.

Da bambino di 6 anni
Profondamente innamorato di te
Non ho mai visto la fine del tunnel
Vedevo solo me stesso
Correre fuori da ciò.

E così ho corso.
Ho corso su è giù per ogni campo
Dopo ogni palla persa per te.
Mi hai chiesto di battermi
E ti ho dato il cuore
Perché di contro sei arrivata a darmi tanto altro.

Ho giocato nella gioia e nel dolore
Non perché la sfida mi chiamava
Ma perché tu mi stavi chiamando.
Ho fatto tutto per te.
Perché  questo è quello che fai
Quando qualcuno ti fa sentire così
Vivo come tu hai mi hai fatto sentire.

Tu hai dato ad un bambino di 6 anni il suo sogno di essere un Laker
E ti amerò per sempre per questo.
Ma non posso amarti ossessivamente ancora per molto.
Questa stagione è tutto quello che mi rimane da dare.
Il mio cuore può reggere il colpo
La mia mente può gestire lo sforzo
Ma il mio corpo sa che è tempo di dire addio.

E questo è OK.
Sono pronto per lasciarti andare.
Voglio che tu lo sappia ora
Così possiamo assaporarci ogni momento che ci rimane assieme.
Il bello e il cattivo.
Che ci siamo concessi l’un l’altro
Tutto quello che avevamo.

Ed entrambi sappiamo, non importa cosa farò dopo
Sarò sempre quel bambino
Con i calzettoni alzati 
Cestino nell’angolo
:05 secondi sul cronometro
Palla tra le mani.
5…4…3…2…1

Ti amerò sempre,
Kobe”

Una carriera irripetibile. Snocciolare qui tutti i numeri di questo immenso giocatore richiederebbe altri 3-4 articoli, e non intendiamo farlo. La notizia era nell’aria, innanzitutto: dopo il terrificante infortunio al tendine d’Achille, il n° 24 è tornato nella bagarre nel mezzo di un gruppo giovane e in piena fase di ricostruzione. E sta faticando: non solo i Lakers inanellano ko a go go, ma lui stesso non riesce più ad esprimere quell’apporto che per quasi un ventennio lo ha reso agli occhi di chi era chiamato all’ingrato compito di marcarlo praticamente onnipotente. Terzo marcatore di sempre nella Nba con quasi 33 mila punti (dietro a Kareem Abdul Jabbar e a Karl Malone), 5 volte campione Nba (2000, 2001, 2002, 2009, 2010) sempre con i Lakers, miglior realizzatore di sempre negli All Star Game con 280 punti, unico giocatore a segnare oltre 600 punti in tre edizioni dei playoff consecutivi (2008, 2009, 2010), unico giocatore con 4 gare consecutive oltre i 50 punti, autore di 81 punti in una singola partita (secondo all time dietro i 100 di Wilt Chamberlain), recordman di triple in un singolo match (12).

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In un solo numero: 24. Mr Kobe Bryant.

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