Risultati NBA 15 novembre: Knicks ok, il francese Seraphin dedica la capigliatura a Parigi

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

risultati nba 15 novembreSgomento. Incredulità. Dubbi sul futuro. Parole di pace. La sconvolgente tragedia degli attentati di Parigi ha scosso e non poco oltreoceano il mondo della Nba. Ai tweet commossi dei tanti giocatori francesi, da Ronny Turiaf a Boris Diaw passando per il centro degli Utah Jazz Rudy Gobert, fa seguito nel “Sunday afternoon” del Madison Square Garden il gesto del transalpino Kevin Seraphin, sceso in campo con la scritta “Paris” effigiata sulla capigliatura della nuca. Lo scorso gennaio, quando ancora militava negli Washington Wizards, il lungo ora ai Knicks aveva sfoggiato un sopramaglia con la scritta “Je suis Charlie” dopo l’attentato terroristico che colpì la redazione della rivista. In questa mesta domenica 15 novembre, con il mondo attraversato da venti di guerra, Seraphin mostra ancora una volta la sua profonda vicinanza alla Francia (è nativo della Guyana francese). Un gesto applaudito dal “tempio” del basket di Manhattan, il cui pubblico ha ricordato doverosamente i 132 morti della terribile serata parigina di venerdì.

Davis fa il Davis, ma non basta. C’è poi il basket giocato: i New Orleans Pelicans arrivano in riva al fiume Hudson belli garibaldini, alla luce della totale siccità di risultati che li vede sorprendentemente protagonisti in negativo di questo novembre Nba. Anthony Davis, in particolare, ha tutta l’intenzione di ricacciare indietro la pioggia di critiche arrivategli negli ultimi 10 giorni: è tutto suo l’avvio di gara. Punti in post alto, punti in post basso, rimbalzi e tanta sostanza: i Knicks sono costretti agli straordinari per evitare la fuga della squadra ospite. Poi però si mette in moto Carmelo Anthony, i cui numeri consentono agli arancio-blu di arrivare a metà gara sotto di sole due lunghezze. Nella ripresa New Orleans è solo Davis, mentre New York trova in Galloway e Seraphin due ottimi supporti per Anthony (29 alla fine, con 13 rimbalzi): alla fine la spuntano i padroni di casa per 95-87. Ai Pelicans non bastano i 36 (con 11 carambole arpionate) di Davis: la crisi continua, ed esclusa la loro superstella, il resto della squadra fa acqua da tutte le parti.

Chi si rivede: Jeff Green corsaro. Al Target Center di Minneapolis, va in scena la grande sfida tra il rookie Karl Anthony Towns e l’iberico Marc Gasol. Nonostante la tanta attesa “tenzone”, sono gli esterni ad avere il pallino del gioco in mano già dall’avvio. Minnesota trova giocate mirabolanti dai due sophomore Andrew Wiggins e Zack LaVine (46 punti in coppia a fine match), mentre Memphis si gode il ritorno ai livelli che gli competono dello swing man Jeff Green. Si procede punto a punto, per quasi tutto il match, con i Grizzlies però che mantengono l’inerzia con maestria. La giocata risolutiva a un minuto e mezzo dalla sirena finale arriva proprio da Green, che infila il triplone del +8 chiudendo, di fatto, la pratica. Il parquet di casa si rivela ancora stregato per i Timberwolves (106-114): al di fuori delle super-corazzate come Warriors, Spurs, Thunder e Clippers, l’impressione è che la lotta per l’accesso alla post season sarà molto più aperta quest’anno a Ovest, conference che rimane comunque quella di riferimento.

Batum: 33 punti per la sua Francia. A proposito di transalpini: anche Nicholas Batum a Charlotte scende in campo con la sua terra nel cuore. E in campo, trasforma la tristezza in ardore agonistico, regalando al suo pubblico una prestazione da All Star con 33 punti e 6 assist, decisivi per il successo finale su una mai doma Portland (106-94). A dargli man forte, un Al Jefferson finalmente decisivo in zona pitturata con 29 punti e un’insolita presenza anche in fase difensiva, per la gioia di Michael Jordan come sempre presentissimo nel seguire i progressi dei suoi brillanti Hornets.

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