Risultati NBA 28 novembre: italiani tutti ko, semigancio vincente per Lebron James (VIDEO)

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

risultati nba 28 novembreSe ti chiami, Lebron James, puoi permetterti un sacco di cose. Puoi non curarti del fatto che dall’altra parte degli Stati Uniti c’è un uomo, Stephen Curry, che ad oggi è considerato il sultano incontrastato della Nba. Puoi strigliare i tuoi compagni di squadra senza apparire capriccioso o arrogante, ma semplicemente per stimolarli e indurli a dare di più. Soprattutto, con pochi secondi sul cronometro puoi inventarti un tiro in traffico di semigancio e regalare alla tua squadra una preziosissima vittoria interna. E’ con il canestro del 90-88 nel match interno tra Cleveland e Brooklyn che il “Prescelto” scrive un’altra pagina gloriosa della sua personale storia. I Cavaliers sono un gruppo che ancora fa fatica contro team oggettivamente più deboli, però vincono: la leadership del n° 23 gioca un ruolo decisivo in tal senso. Molto meno decisivo nei Nets è invece Andrea Bargnani, autore di soli 6 punti in 16 minuti: coach Hollins non vuol saperne di concedergli maggiore fiducia, e ci sta pure un po’ di scoramento per l’ala romana in una squadra che allo stato attuale appare molto confusionario e incapace di reagire a questo novembre di risultati infausti.

Curry strapazza Belinelli, Gallinari in serata no. Ritorniamo però alla schiacciasassi della Lega: contro Golden State tutti possono far poco, figuriamoci l’armata brancaleone Sacramento Kings. Alla Oracle Arena finisce 120-101 con gli ospiti dignitosi nel contrapporsi a un gruppo che ora gioca troppo bene per loro. Curry per una sera ne mette “solo” 19, ma senza Cousins i Kings possono poco. Belinelli ha le polveri bagnate e ne mette solo 5: tra i suoi compagni si salva solo Gay (20). Continua a sparare a salve anche Danilo Gallinari (foto): l’azzurro tira 4/12 a Dallas e non va oltre i 12 punti nel ko dei suoi Denver Nuggets contro i Mavericks (92-81). Il tasso di talento del team del Colorado è quello che è: i playoff, allo stato attuale, sono una vera e propria chimera. Non li sono invece per Dallas, che pesca un Deron Williams dei tempi migliori (22).

San Antonio fa paura. Chi invece procede a tutta birra sono gli Spurs, al loro 5° urrà in fila. Leonard mette 22 punti, Duncan a 39 anni cattura 18 rimbalzi, e il gioco è presto fatto: Atlanta viene spazzata via per 108-88 senza colpo ferire. La sicurezza dei texani impressiona: se la dea bendata li preserva dagli infortuni, giocare contro di loro diventa un affare decisamente scorbutico. Gli Hawks, dal canto loro, tirano con 6/26 dall’arco: difficile poter pensare di scalfire le certezze di San Antonio coi fucili scarichi. Non bastano invece 21 punti di Kobe Bryant ai Lakers per impensierire Portland, che in casa passa facilmente (108-96) grazie a un Lillard da 29 guizzanti punti e un McCollum da 28. Per i losangelini la fase è mesta e si sa, ma il gruppo pare non avere né capo né coda e alla minima accelerazione dell’avversario va giù di schianto.

Jazz, dove volete arrivare? Continuano a macinare risultati gli inattesi Utah Jazz di coach Snyder (tecnico del mese a mani basse a nostro giudizio): nonostante i 36 punti di un indemoniato Anthony Davis, Utah travolge New Orleans (101-87) grazie a un Burks formato All Star Game e al solito concreto contributo di Hayward, vero collante nella terra dei mormoni. Ad un fattore campo decisivo, i Jazz abbinano una difesa granitica che manda spesso in tilt gli automatismi offensivi della squadra avversa: se si continua su questi standard i playoff sono alla portata. Serve una tripla allo scadere di Corey Joseph a Toronto per superare in trasferta Washington, squadra più in crisi della Lega in questo fine novembre tra quelle che ambiscono alla post season: nella Capitale finisce 92-94. Decisive le 6 triple di un immenso Kyle Lowry (27 punti) per i Raptors.

Sotto il recap della rocambolesca sfida tra Cavaliers e Nets.

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