NBA 2015: Golden State Warriors, Stephen Curry e Kobe Bryant

Pubblicato il autore: samantacarrea Segui

stephen-curry-golden-stateVolendo tirare le somme dell’anno 2015, si può affermare che in NBA la formazione che maggiormente si è distinta tra le trenta partecipanti alla competizione è quella dei Golden State Warriors. La squadra di Steve Kerr, infatti, riesce a terminare la regular season con un record invidiabile di 67 vittorie e 15 sconfitte che mettono in luce Stephen Curry, giocatore talentuoso che può ricoprire diversi ruoli. È proprio a quest’ultimo, inoltre, che è stato assegnato il Most Valuable Player Award (NBA MVP) della stagione, avendo battuto in ordine James Harden e LeBron James. Figlio d’arte (il padre è un ex giocatore NBA), il cestista ventisettenne non solo è considerato uno dei migliori tiratori del momento, ma anche della lega. Il ragazzo, a partire dall’inizio dello scorso gennaio, batte diversi record. In primis, mettendo a segno la tripla numero mille della sua carriera, diventa il giocatore più giovane ad aver raggiunto questo traguardo. In seguito, considerando che ovviamente il suo anno stellare non si ferma al 7 gennaio, riceve il maggior numero di voti dai tifosi che gli permettono di essere inserito nel quintetto base, quindi tra i titolari, per la più importante competizione NBA: l’All Star Game. È in quest’occasione che il 14 febbraio vince la gara di tiri da tre, al Madison Square Garden, totalizzando ben 27 punti; il primato della competizione. Solo due mesi dopo polverizza il suo stesso record di tiri da tre punti realizzati in una sola stagione, arrivando a quota 286. Come già ricordato, è grazie alla sua stagione spettacolare che i Warriors arrivano in finale NBA dove battono i New Orleans Pelicans, i Memphis Grizzlies, gli Houston Rockets e accedono alle Finali dove superano i Cleveland Cavaliers di LeBron grazie ai 37 punti di Stephen. Nonostante un paio di sconfitte, i Warriors vincono il premio dopo ben quarant’anni. In seguito, precisamente a giugno, per Curry arriva il già menzionato MVP e nella post-season porta il primato delle triplette realizzate a 98, distruggendo quello di 58 appartenente al suo predecessore. La nuova stagione, la 2015/2016 (iniziata alla fine dello scorso ottobre), comincia nello stesso modo in cui è terminata la precedente; con il punteggio realizzato nelle prime gare ha già posto le basi per un nuovo premio MVP, superando anche il padre nella classifica generale dei migliori tiratori da tre della storia.
kobe-bryant-si-ritiraTuttavia, il 2015 è anche l’anno del ritiro di un grande cestista statunitense: Kobe Bryant. All’età di 37 anni, colui che è terzo nella classifica dei realizzatori (preceduto solo da Kareem Abdul-Jabbar e Karl Malone) annuncia il suo ritiro alla fine della stagione in corso con una poesia dedicata al basket. Anch’egli figlio d’arte, ha concentrato la sua lunga carriera prevalentemente nei Los Angeles Lakers con i quali ha vinto cinque campionati, e dove ha giocato principalmente nel ruolo di guardia tiratrice. Prima di approdare nella formazione dei Lakers, Kobe ha giocato anche in Italia, prima nel Rieti, poi nel Reggio Calabria, infine a Pistoia e Reggio Emilia. Il suo palmares è composto dalle già menzionate cinque vittorie in campionato; dai due ori conquistati alle Olimpiadi e uno nella FIBA militando in Nazionale; dai tre MVP, due nella stagione regolare e uno in finale; dai due premi come miglior marcatore della stagione e da altri riconoscimenti. Il numero 24, inoltre, ha diversi record assoluti conquistati perché giocatore più giovane, come ad esempio, nell’All Star Game e nello Slam Dunk Contest. Per concludere, Bryant è l’unico giocatore ad aver segnato la bellezza di oltre 30.000 punti e 6.000 assist in carriera. Come l’altra stella dei Lakers, Magic Johnson, dal 2011 Bryant è stato inserito nel Walk Of Fame di Hollywood, diventando uno degli unici due giocatori a cui è stato riservato questo onore. Kobe Bryant, come altri grandi campioni dello sport, con il suo ritiro lascerà un vuoto nel cuore dei tifosi che, nonostante non abbia mai cambiato squadra ma solo numero di maglia passando dall’8 al 24, non hanno mai smesso di amarlo. Come egli stesso ha dichiarato, psicologicamente sarebbe ancora in grado di continuare, ormai abituato a reggere la pressione delle gare, ma il suo corpo “sa che è il momento di dire addio”.

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