NBA, top e flop della settimana: Boston da applausi, per New Orleans stagione già buttata

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli

nba top flop boston new orleansEccoci. Settima settimana (chiediamo venia per il gioco di parole), e l’evento che tutta la Nba aspettava un po’ come il Godot della nota opera teatrale di Samuel Beckett, è arrivato: i Golden State Warriors campioni in carica hanno perso la prima loro partita in questa regular season 2015/2016. E’ accaduto in quel di Milwaukee, in un remake del lontano 1971-1972 quando i Bucks interruppero l’inarrivabile serie di 33 successi in fila dei Los Angeles Lakers di Wilt Camberlain. Sia chiaro: Steph Curry e compagnia festante restano il miglior team della Nba. E soprattutto, quello da battere. Però il ko dà rinnovata linfa alle altre, in quanto i Warriors hanno perso sul campo di una squadra che a tutt’oggi sarebbe fuori dalla post season e che in questo autunno ha impressionato più per la confusione sul parquet che per i guizzi, pur essendo uno scrigno di talenti. Soprattutto ad Ovest, dove la classifica è più lunga, San Antonio Spurs e Oklahoma City Thunder (le due che fin qui hanno palesato maggiore solidità) sanno che la fiducia quasi irrisoria dei ragazzi di coach Kerr in qualche modo è attaccabile. Ma eccoli, i top e i flop della settimana appena andata in archivio (con relative pagelle).

TOP.

Boston Celtics: voto 9. Stupefacenti: quello di coach Stevens sin qui è un mezzo miracolo. Senza una stella conclamata, i biancoverdi sono 14-10 e nelle ultime 7 “tenzoni” hanno ceduto solo a Warriors (dopo due overtime) e Spurs. Isaiah Thomas (foto) e Avery Bradley stanno stupendo anche loro stessi in back court: il primo è in odore di All Star Game e il secondo è in lizza per il “Most Improved Player”. Sottocanestro la mancanza di centimetri è colmata dall’energia di mister utilità Sullinger. La rotazione è lunghissima: non vinceranno l’anello, ma i playoff sono ampiamente alla portata. Elettrizzanti.

Charlotte Hornets: voto 9. E’ l’altra sorpresona a Est. Hanno preso la parte buona del referto in 9 delle ultime 12 gare e hanno il quarto record a Est, pur senza l’imbolsito Al Jefferson in vernice. Il francese Batum in questo mese e mezzo è stato il “dominus” europeo della Nba, Kembra Walker lo spalleggia, e persino lo gnu Cody Zeller sta dimostrando di essere fior fior di giocatore. Avranno una flessione (forse), ma non si sa mai. Inimmaginabili.

Kyle Lowry e DeMar Derozan: voto 8. Un punto in meno per l’imbarcata di stanotte dei Raptors a Indianapolis. Ma Toronto (sempre poco citata) è 16-10 senza Carroll e Valanciunas grazie a questi due stanno facendo il diavolo a quattro. A febbraio potremmo vederli entrambi all’All Star. Stoici.

Damien Lillard: voto 7,5. Portland, a ottobre, era additata di essere la cenerentola insieme a Phila. E’ 11-15 e in corsa per l’ottava piazza a Ovest e il suo leader fa pentole e coperchi (come stanotte contro i Pelicans). Indemoniato.

FLOP.

Dwight Howard: voto 5,5. Ok, Houston è in (lieve) risalita ad Ovest. Ma il centro che 5-6 anni fa dominava le aree della Nba o è fuori per ammaccature o è in campo talvolta per procura. Stanotte persino il carneade Jozic di Denver gliel’ha fatta sotto il naso. Declinante.

Roy Hibbert: voto 5. Va bene, i Lakers sono un’allegra brigata che dovrà accompagnare Bryant in 5 mesi di passerelle. Però il suo centro sembra giochi sempre con voglia da torneo parrocchiale. Dove è finito il lungagnone che spostava e intimidiva con i Pacers? Se continua così, la sua carriera può dirsi finita. Fancazzista.

Brooklyn Nets: voto 4,5. Parliamoci chiaro: il roster di questa squadra non vale la manciata di vittorie raccolte sin qui. Il principale responsabile è coach Hollins: attacco anemico e rotazione ridotta all’osso. Con diversi giocatori che meriterebbero maggior considerazione (a partire dal nostro Bargnani). Mal guidati.

New Orleans Hornets: voto 3. Come sia possibile che la squadra che ha il più formidabile intimidatore d’area della Lega sia la peggiore in tutte le voci difensive possibile, è il mistero glorioso dell’autunno Nba. Pessimi a rimbalzo, pasticcioni in attacco: qualche guizzo si intravede, ma è tardi. Tireranno a campare, ma senza crolli vertiginosi di qualche big dell’Ovest, quest’anno niente post season. Sbandati.

 

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