Risultati NBA 1 dicembre: Washington maltratta i Cavs, Phila rompe il digiuno (VIDEO)

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

risultati nba 1 dicembre“Resterai sempre il ragazzaccio che viene da Phila. Con tanto rispetto, Philly”. E’ la chiosa finale del grande video tributo che la città dell’amore fraterno dedica a Kobe Bryant, nella notte dello scontro tra le cenerentole della Lega: la città che gli ha dato i natali non ha mai amato più di tanto il Black Mamba, ma l’omaggio riservatogli comunque ha il suo perché. Non lo hanno invece in campo i Lakers: ci volevano loro per consentire ai Sixers di interrompere una striscia di 18 sconfitte da fine ottobre ad oggi. Il “24” dei Lakers inizia comunque con tre triple nei primi due minuti di gara, tanto che sugli spalti del Wells Fargo Center parte il coro “MVP, MVP”. Poi però, si mette a fatturare Mister Convington, e i 76ers gettano le basi per una vittoria che scaccia i fantasmi del libro nero dei record (103-91), il quale ora però attende i giallo viola, in quanto i californiani sembrano come spompati e (Kobe a parte) assolutamente incapaci di tirar fuori qualsivoglia reazione. In un contesto arrivato a tale livello di depressione, anche i gioiellini Randle e Russell si stanno decisamente perdendo.

Cleveland, che botta. In Ohio intanto Washington tira fuori le unghie e piazza un bel graffio nelle schiene di Lebron James e compagni: con una prestazione da 35 punti, 10 assist e 5 palle recuperate è John Wall (foto) il mattatore dei Cavs, finalmente all’altezza del suo contratto e degli standard che il pubblico della capitale si aspetta da lui. Kevin Love spara a salve e anche il “Prescelto” (24 punti) non è nella sua miglior versione: finisce 85-97 e la truppa di Blatt ha di che riflettere. Washington dal canto suo sperimenta un inedito quintetto piccolo: i risultati, almeno come primo esperimento, sono strabilianti. Senza Andrea Bargnani, i Brooklyn Nets strappano un successo di misura davanti al pubblico amico (94-91) contro degli opachi Phoenix Suns: il rebus irrisolvibile per i ragazzi dell’Arizona si chiama Brook Lopez che fa il bello e il cattivo tempo in vernice (23 punti), e dà una sensibile boccata di ossigeno ai suoi. Nei Suns il solito Knight (26) fa pentole e coperchi: un po’ poco per poter aver la meglio anche di un team tutto sommato modesto come i Nets.

Gasol, prova d’altri tempi. Continua invece in Louisiana l’ascesa al Golgota dei New Orleans Pelicans, che si trovano davanti un Marc Gasol in versione Kareem Abdul Jabbar (38 punti con 13 rimbalzi) e cedono tra le mura amiche ai Memphis Grizzlies per 104-113. Anthony Davis tira male e non va oltre i 17 a referto (ai quali aggiunge però 14 rimbalzi): i Pelicans continuano a pasticciare in attacco e ad essere troppo molli in difesa, a differenza di quanto accadeva un anno fa. Memphis, dal canto suo, propone sempre il suo gioco vintage efficace e senza troppi fronzoli. Serve un overtime invece ai Dallas Mavericks per prendersi lo scalpo dei Portland Trail Blzers (112-115): il giustiziere del team dell’Oregon si chiama Deron Williams (30 con 8 assist), autore di una prova che ci riporta indietro di almeno 6-7 anni quando il playmaker imperversava in maglia Utah Jazz nella western conference. Ai Blazers non basta un Lillard da 25 punti e 10 assist ma contro ogni pronostico, questa squadra (considerata a inizio stagione una delle vittime sacrificali della Lega) fornisce tutto sommato prestazioni più che dignitose. Boccheggiano invece i Minnesota Timberwolves, schiantati in casa da Orlando (93-96) nonostante una rimonta cavalleresca nel finale griffata dal talento immane di Andrew Wiggins (27): lo swing man canadese è la punta di diamante dei Wolves, i quali però (specie in difesa) tendono spesso a perdersi in un bicchier d’acqua. Per i Magic prova robusta del lungagnone Vucevic, che fattura 18 punti e 12 rimbalzi segnale evidente di progressi macroscopici rispetto a un anno fa.

Sotto gli highlights del match tra Sixers e Lakers.

 

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