Risultati NBA 2 dicembre: Curry e i Warriors paradisiaci, serata magica di Kobe (VIDEO)

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

risultati nba 2 dicembreUno la Lega l’ha dominata fino a ieri, uno ne è l’assoluto padrone di oggi. Sono Kobe Bryant e Stephen Curry (foto) i protagonisti indiscussi della notte Nba, autori entrambi di performance degne del loro smisurato e smodato talento. Cominciamo dal primo, in rispetto d’anzianità: per un match, Bryant torna a fare il Bryant. Sul parquet di Washington, il Black Mamba rispolvera i colpi di giorni migliori e porta i Lakers a un’insperata vittoria (104-108): al Verizon Center Kobe ne mette 31, ingaggiando un duello rusticano con John Wall (34 e 11 rimbalzi) per palati finissimi della palla al cesto. Così, i Lakers cancellano il bruttissimo ko di Philadelphia, mentre Washington con questo scivolone fa un passo indietro rispetto alla roboante vittoria ottenuta sul parquet dei Cleveland Cavaliers giusto la notte prima. Nei giallo viola va segnalata la prestazione di Julius Randle, che ne mette 15 con 19 rimbalzi: in zona pitturata lì avvenire dei “lacustri” è lui.

Warriors inarrestabili. Allora, uno sguardo ai numeri: 40 punti, 28 nel solo terzo quarto, 8/11 nelle triple, sesta partita stagionale a quota 40 o più mandati a bersaglio. Descrivere le prestazioni di Stephen Curry in questo autunno sta diventando impresa titanica, in quanto le parole se le stanno consumando persino i più arditi addetti ai lavori: il n° 30 dei Golden State Warriors in campo fa semplicemente ciò che vuole con una facilità disarmante e gettando nella più totale frustrazione l’uomo incaricato di fermarlo. A Charlotte, stanotte, cìè l’omaggio della città (e degli Hornets) per papà Dell: il diabolico Stph ne approfitta per regalare al mondo del basket pro un’altra perla. Che vale, tra le altre cose, il successo n° 20 per i Golden State Warriors (99-116): devastanti, c’è poco altro da aggiungere.

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Clippers, altro ceffone interno. Sembravano in ripresa, reduci da due pimpanti vittorie. I Los Angeles Clippers invece si incagliano a domicilio contro i sorprendenti Indiana Pacers (91-103) cancellando quanto di buono fatto vedere in settimana: nella banda di coach Rivers qualcosa non va, appena l’avversario difende forte l’attacco diventa farraginoso e troppe sbavature zavorrano il gioco pure in attacco. L’assenza di Chris Paul, è naturale, non aiuta affatto. La continuità di risultati di Indiana invece è un verdetto: i Pacers sono 12-5 e al vertice della eastern. Non sono in cima alla eastern ma stanno ben figurando invece i Detroit Pistons, ai quali serve un overtime per piegare la resistenza dei Phoenix Suns (127-122) grazie a un chirurgico Reggie Jackson (34) e ai 24 dell’ex di turno Marcus Morris.

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San Antonio si rimette in marcia. Dopo il ko in quel di Chicago, i San Antonio Spurs si riprendono facendo un sol boccone degli sgangherati Milwaukee Bucks (95-70): nella ampia e poco sudata vittoria, spicca ancora una volta l’intramontabile Tim Duncan con 16 punti e 10 rimbalzi, che ovvia alla serata di polveri bagnate di Leonard (3/12) e Aldridge (3/10). Per i Bucks ce ne sono 16 di Middleton, ma per il resto sono troppo pasticcioni: coach Kidd dovrà fare un miracolo per raddrizzare questa stagione. Servono 24 punti e 10 rimbalzi di James Harden a Houston per superare gli iper-depressi ma volitivi New Orleans Hornets (108-101): un successo importante per i texani, che in questo modo restano aggrappati ai playoff. Nei Pelicans, 29 del solito Anthony Davis, predicatore nel deserto in Nba se ne esiste uno. Un immenso Kyle Lowry da 31 punti invece regala una vittoria esterna decisiva per gli equilibri a Est ai Toronto Raptors, che passano ad Atlanta (86-96) dando di nuovo provo di essere una squadra efficace anche lontano dal proprio parquet. Vincono con comodità anche i New York Knicks a domicilio contro i Philadelphia 76ers (99-87), questi ultimi tornati nella versione più molle dopo la prima vittoria contro i Lakers, mentre un discorso a parte va aperto per Danilo Gallinari: quello del Colorado è il team più in difficoltà di tutta la Nba negli ultimi 10 giorni. A Chicago, ci pensa Pau Gasol con 26 punti e 19 rimbalzi ad affossare ogni speranza dei Nuggets (99-90 il finale). Per Gallinari i punti sono 13, ma con un rivedibile 4/15 al tiro.

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Sotto il recap della sfida tra Wizards e Lakers.

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