Risultati NBA 30 dicembre: super Belinelli non basta ai kings, Warriors al 2° ko (VIDEO)

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Il ceffone è di quelli sonori: si chiude con un ko il 2015 fantastico dei Golden State warriors, che sul campo dei Dallas Mavericks rimediano il secondo stop della stagione (114-91) senza la loro star Steph Curry fermo ai box per un lieve infortunio. Niente di irrimediabile, per carità: una flessione era pronosticabile dopo un autunno vissuto da schiacciasassi. Dallas, priva anch’essa di Deron Williams, ringrazia e incassa trascinata dal funambolico Barea (23) e dall’intramontabile Nowitzki. In giro per l’America non tramonta nemmeno la leggenda di Kobe Bryant, omaggiato dai tifosi rivali di Boston nella sua ultima uscita in Massachusetts con la canotta dei Lakers: i gialloviola trovano anche un’insperata vittoria (104-112), col Black Mamba che porta a casa 15 punti e 11 rimbalzi ben spalleggiato da Clarkson (24 alla fine per lui) e Williams (19). Tutto facile invece per i San Antonio Spurs, che fanno un sol boccone davanti al loro pubblico dei Phoenix Suns (112-79) lanciati da un Aldridge da 21 punti e 12 rimbalzi. I Suns, dal canto loro, si confermano la squadra con più difficoltà della Lega in questo frangente della stagione complici i tanti infortuni e uno spogliatoio che sta letteralmente cadendo in pezzi.

Italiani: fine anno indigesto. Entrare nella testa di coach Hollins non è facile. Sta di fatto che Andrea Bargnani è caduto di nuovo in disgrazie nelle gerarchie dei Brooklyn Nets: solo 2 punti in quasi 14’ nel ko ad Orlando (100-93). Ok, Brook Lopez (24) è in grande forma e gli spazi per il romano sono risicati, ma vista la stagione opaca del team della Big apple osare un po’ di più non guasterebbe. Peri Magic ancora un partitone di Vucevic, che abbina 20 punti a 9 rimbalzi arpionati. Serata da All Star invece per Marco Belinelli a Sacramento, dove però i Kings cedono alla cenerentola Philadelphia (105-110) scatenando le ire del pubblico californiano e di coach Karl. I 28 punti dell’azzurro sono l’unica nota lieta in casa Kings: l’ambiente ormai è imploso, Cousins è sulla graticola e la stampa ne chiede la cessione, così come per lo strapagato Rudy Gay. Phila, dopo l’arrivo di Mike D’Antoni nello staff tecnico, è al 2° successo in tre gare. Giusto per ricordare quanto il manico conti.

Raptors, che musica. A Est si parla sempre troppo poco di Demar DeRozan: l’eclettica guardia trascina i Toronto Raptors alla vittoria sugli Washington Wizards (94-91) con 34 punti e giocate difensive decisive: il back court dei canadesi non smette più di sorprendere. Ai capitolini, invece, continua a pesare l’assenza di Bradley Beal. Successo di misura invece peri Chicago Bulls sugli Indiana Pacers (102-100): Butler infila 15 dei suoi 28 tra ultimo quarto e overtime e dà ai suoi quella sesta marcia che frutta un successo pesantissimo in chiave classifica nell’incerta eastern conference. Indiana paga il difficile finale di 2015 di Paul George, autore sì di 19 punti ma con polveri bagnatissime al tiro. Chicago, invece, pare in lieve risalita dopo 10 giorni da tregenda, ma il fantasma di Derrick Rose inizia a diventare un convitato di pietra nell’Illinois. A proposito di vittorie pesanti, i Clippers (ancora privi di Blake Griffin) riescono a fare lo scalpo in trasferta agli ondivaghi Charlotte Hornets (117-122): è il fromboliere Redick il giustiziere del team del North Carolina, al quale non basta un Kemba Walker molto ispirato da 29 punti a referto. La vittoria permette ai losangelini di prendere ossigeno, e lascia l’amaro in bocca agli Hornets per una classifica che a Est si accorcia ogni giorno di più. La notte Nba si chiude con la vittoria di Portland su Denver (110-103): i primi privi di Lillard, i secondi di Gallinari. E’ McCollum con 29 punti a trascinare i Blazers.

Sotto il recap del match tra Mavericks e Warriors.

https://www.youtube.com/watch?v=z1Hrtznd33o

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