Risultati NBA 30 novembre: Chicago, schiaffo a San Antonio. Warriors al 19° urrà (VIDEO)

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

risultati nba 30 novembreNelle ultime due settimane c’è una squadra Nba che più di ogni altra è finita nel mirino della stampa cestistica mondiale di mezzo mondo: i Los Angeles Clippers. Il team angelino ne ha sin qui combinate di tutti i colori, perdendo match banali e palesando un livello di nervosismo che non si registrava da anni sull’altra sponda di Sunset Boulevard. Adesso, però, coach Rivers  ha suonato la sveglia: “Nel mese di dicembre si cambia musica”. Ed eccoci: dopo la vittoria su Minnesota, CP3 e compagni fanno un sol boccone anche di Portland (102-87) e si mettono in ritmo per iniziare la risalite nella complicata western conference. L’uomo in più dei californiani stanotte si rivela DeAndre Jordan, il quale giganteggia sotto i cristalli con 18 punti e 24 rimbalzi: nel mese di regular season che ci siamo lasciati alle spalle, raramente il lungagnone dei Clippers aveva giustificato il suo mega-stipendio a svariati. Se ai suoi numeri aggiungiamo i 23 punti e 8 rimbalzi di Blake Griffin, siamo a cavallo: se la coppia ingrana la front line dei “velieri” è in modo assoluto una delle prime 2-3 della Lega.

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Jazz, per poco. A Salt Lake City i Jazz vanno vicinissimi all’interruzione della striscia vincente dei Golden State Warriors: nello Utah finisce 103-106, e i campioni in carica debbono ringraziare ancora una volta Steph Curry svegliatosi giusto in tempo per ricacciare indietro il tentativo più che convinto dei padroni di casa di fare loro lo scalpo. Tra i Jazz, prove brillanti di Haywoord (24) e Favors (23): la squadra della terra dei mormoni rimane indiscutibilmente la grandissima sorpresa di questo primo scampolo di stagione regolare. Dopo due prove convincenti, scivolano malamente invece gli Houston Rockets a Detroit sotto le bordate di Reggie Jackson (31) ispiratissimo a infilare da ogni parte la difesa texana. Nella Motor City finisce 116-105 e  per i Rockets rimane solo il rammarico di essersi svegliati decisamente troppo tardi, a partire dalla loro star James Harden (29).

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Chicago, vittoria d’oro. Il big match della notte, quello tra Chicago e San Antonio, se lo portano a casa i Bulls con una partita tutta cuore (92-89). I rossoneri dell’Illinois possono anche ringraziare Kawhi Leonard, che sulla sirena non manda a bersaglio la tripla del pareggio: per la stella degli Spurs comunque altra prestazione maiuscola (25). I Bulls, dal canto loro, si affidano al mestiere di Pau Gasol (18, foto): l’esperienza del catalano è un fattore determinante nello scacchiere di coach Hoiberg. Se poi dovesse tornare il Derrick Rose dei tempi migliori, Chicago può far davvero paura. Chi invece di remore all’avversario ne crea meno sono i Miami Heat, che cadono malamente a domicilio contro gli scatenati Boston Celtics (95-105) nonostante un redivivio Dwyane Wade da 30 punti e tanto fosforo. Il basket di Boston è tra i più spavaldi e sottovalutati: con un Bradley (25) così ogni speranza di post season rimane aperta. Successo pesante come un macigno anche per Atlanta, che piega Oklahoma City (106-100): Westbrook e Durant fatturano rispettivamente 34 e 25 punti, ma con un grande Millsap (26) in zona pitturata gli Hawks respingono l’assalto al fortino.

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Denver, questa si chiama crisi. Arriva un’altra scoppola per i Denver Nuggets, che guarisono i mali dei Milwaukee Bucks (92-74) e ufficializzano di fatto la loro crisi di risultati: nel Colorado ci sarà da penare quest’anno, perché la rosa è acerba e il lavoro da fare è tantissimo. Per Danilo Gallinari 13 punti in 34 minuti: dopo una prima metà di novembre a livelli altissimi, l’azzurro ora pare un po’ appannato. Al pari del connazionale Marco Belinelli, che segna soltanto 2 punti nel successo di Sacramento su Dallas (112-98). Il discorso è sempre il solito: con Demarcus Cousins (31) nel motore, i kings diventano uno spauracchio un po’ per tutti. Senza, sono tra le peggiori squadre della Lega.

Sotto il recap della sfida tra Utah Jazz e Golden State Warriors.

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