NBA Rising Stars: Salah Mejri

Pubblicato il autore: Guido Vaccarini Segui

Salah Mejri

Salah Mejri

Primo appuntamento con la nostra rubrica dedicata ai giocatori che – contro ogni pronostico – si stanno mettendo in mostra sui parquet NBA. Se si tratta soltanto di fuochi di paglia saranno il tempo e il campo a dirlo ma a noi piace pensare che questo per loro sia soltanto l’inizio. Nella puntata di oggi faremo la conoscenza di un personaggio per cui è impossibile non fare il tifo, un rookie alquanto atipico con i suoi 29 anni, un calciatore mancato che fino ai 20 anni non aveva mai calcato un campo da basket, uno che avrebbe dovuto già essere contento per il semplice fatto di essere stato il primo tunisino ad aver mai firmato un contratto per una franchigia NBA: Salah Mejri. Avrebbe dovuto…ma a quanto pare, ora che ha trovato l’America, il centro tunisino vuol dimostrare di essersi meritato la chiamata: chiedere a James Harden per conferma. Ma andiamo con ordine…

Primi anni: Étoile sportive du Sahel
Salah Mejri è nato a Jendouba, città della Tunisia nordoccidentale e capoluogo dell’omonimo governatorato, il 15 giugno del 1986. Il suo primo amore è stato il calcio ed è in questo sport che si è gettato anima e corpo fino a che – ormai a 20 anni – l’altezza cresciuta ben oltre i 2 metri e 10 non ha attirato gli interessi dei responsabili dell’area basket dell’Étoile sportive du Sahel. Firmato un contratto per difendere i colori della polisportiva con base a Sousse nel campionato di prima divisione tunisina, Mejri si è subito messo in luce, guadagnandosi già nel 2009 la convocazione in nazionale. In 4 anni ha aiutato la squadra a vincere 2 campionati  e a raggiungere una finale di Coppa dei Campioni africana. Nel 2008 aveva pure provato l’azzardo dichiarandosi per il Draft NBA, senza però attirare l’interesse di alcuna franchigia.

Il salto in Europa
Un simile talento fisico non poteva però lasciare indifferenti gli scout europei e nel 2010 è arrivata infatti la chiamata degli Antwerp Giants, formazione del massimo campionato belga. Dopo un primo anno chiuso con una media di 5.2 punti, 5.6 rimbalzi e 1.7 stoppate, Salah Mejri ha visto i suoi numeri salire fino a 8.5 punti, 7.7 rimbalzi e 2.3 stoppate in quello successivo. In entrambe le stagioni la squadra ha raggiunto i playoff e Mejri ha avuto modo di accumulare esperienza anche in Eurocup. Nell’estate del 2012, dopo essersi messo in mostra alle Olimpiadi di Londra e durante la Summer League NBA, il centro tunisino si è guadagnato la chiamata dell’Obradoiro CAB, squadra di Liga ACB. Nell’unica stagione giocata con i galiziani Salah Mejri ha messo insieme cifre importanti, chiudendo a 9.4 punti, 5.3 rimbalzi e 1.6 stoppate di media, contribuendo alla prima qualificazione assoluta ai playoff della squadra e conquistando il titolo di Giocatore Rivelazione dell’Anno.

Il passaggio al Real Madrid
L’essersi messo in luce in un campionato così competitivo come la Liga ACB ha suscitato l’interesse delle squadre europee più blasonate, prima tra tutte il Real Madrid che l’8 luglio 2013 ha fatto firmare al tunisino un contratto pluriennale. Con i Blancos Mejri ha confermato tutto il suo valore, pur in un contesto molto più competitivo: nel corso della stagione 2013/14 sono arrivate le vittorie in Supercoppa di Spagna e in Copa del Rey e il gigante originario di Jendouba ha chiuso con medie di 4.6 punti, 3.4 rimbalzi e 1.1 stoppate. L’anno successivo Salah Mejri ha via via trovato meno spazio in un roster salito ulteriormente di livello: se dal punto di vista personale i numeri messi insieme sono andati in calando (4.2 punti, 2.1 rimbalzi e 0.7 stoppate), a livello di squadra la stagione è stata trionfale, con la conquista di Supercoppa di Spagna, Copa del Rey, Campionato ed Eurolega.

Nazionale tunisina
Apriamo una piccola parentesi: come già detto, con la nazionale tunisina Mejri ha esordito nel 2009, mettendosi quasi da subito in evidenza come una delle stelle più lucenti della squadra. Quello stesso anno ha partecipato per la prima volta al Campionato Africano, chiuso con una medaglia di bronzo. L’anno successivo ha partecipato al Campionato Mondiale giocato in Turchia, durante il quale si è dimostrato uno dei migliori dei suoi con 7.2 punti, 6.2 rimbalzi e 2.2 stoppate di media. Nel 2011 Mejri ha guidato la Tunisia alla conquista della medaglia d’oro al Campionato Africano disputato in Madagascar, chiuso come MVP della manifestazione. Il 2012 è stato per Salah Mejri l’anno della consacrazione, con le buonissime prestazioni messe insieme alle Olimpiadi di Londra: 10.4 punti, 10.0 rimbalzi, 1.8 assist e il titolo di miglior stoppatore del torneo con una media di 2.4 palloni rispediti al mittente ogni partita. L’anno successivo è arrivata la conquista della medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo, seguita però da una partecipazione non fortunata al Campionato Africano. La nazionale tunisina si è poi riscattata conquistando il bronzo ad Afrobasket 2015, con Mejri sempre sugli scudi.

L’avventura negli Stati Uniti
Il 30 luglio 2015, pochi giorni dopo essere stato rilasciato dal Real Madrid, tra le perplessità dei più Salah Mejri ha firmato un accordo pluriennale con i Dallas Mavericks, probabilmente ingolositi dal suo talento fisico (come dice qualcuno “l’altezza non si insegna“) e l’innato istinto per il basket. “Forte” di un contratto non garantito, il centro tunisino sembrava avere il destino segnato, considerando soprattutto i nomi dei concorrenti per il ruolo: il solido Zaza Pachulia, il veterano Samuel Dalembert, l’incostante JaVale McGee e – all’occorrenza – anche il giovane Dwight Powell. Dopo una Preseason piuttosto anonima, praticamente tutti si aspettavano per Mejri un mesto ritorno a casa. Il 24 ottobre invece la sorpresa: i Mavericks hanno annunciato il taglio di Dalembert, di fatto confermando il tunisino nel roster per l’Opening Night. Tre giorni dopo è stata per lui una giornata storica: rimanendo un campo per 2 minuti e 13 secondi, Salah Mejri è diventato il primo giocatore tunisino a calcare un parquet NBA in una partita ufficiale. Certo, l’inizio non è stato dei più semplici: sceso in campo in 5 delle prime 8 partite dei Mavs, Mejri ha raccolto soltanto le briciole, non riuscendo a segnare neanche un punto e confermando le perplessità di chi giudicava un azzardo l’idea di tenerlo in squadra. La decisione di mandarlo ai Texans Legends allo scopo di accumulare minuti, esperienza e confidenza con i ritmi del basket d’Oltreoceano è venuta di conseguenza. In D-League questo figlio della Tunisia si è messo in discreta luce, pur senza dominare: 8.5 punti, 7.8 rimbalzi e 2.9 stoppate sono numeri che non metteva insieme da tempo. Poi all’improvviso, dopo circa due mesi di andirivieni tra lega di sviluppo e fondo della panchina dei Mavericks (pur di fatto non mettendo più piede sul parquet), un colpo di fortuna: l’infortunio del centro titolare Pachulia. E stavolta Mejri si è fatto trovare pronto…

Salah Mejri 2

17 punti con 7/8 al tiro e 9 rimbalzi contro Oklahoma City il 13 gennaio. Pochi giorni dopo, prima partita da titolare contro gli Houston Rockets e prima doppia doppia in carriera: 10 punti e 11 rimbalzi, conditi da 3 stoppate da cinema.

Prospettive
A quella prestazione sono seguite altre due partite da titolare durante le quali però Salah Mejri non è stato in grado di confermare lo stesso rendimento. Le medie fin qui messe insieme non dicono molto: 4.3 punti e 3.3 rimbalzi non rendono l’idea dei lampi di talento mostrati fin qui dal centro tunisino. Un 2 metri e 18 che corre così su è giù per il campo non si è mai visto, uno con la sua velocità, agilità e coordinazione; non ha grossi movimenti spalle a canestro o un’arma sicura a cui ricorrere per segnare con continuità ma raramente si è visto qualcuno con la sua capacità di riempire gli spazi e di farsi trovare libero. Ha dimostrato di saper usare anche la mano sinistra e nei movimenti dinamici è quasi una sentenza. In difesa è un po’ leggerino e patisce gli avversari più fisici (lo abbiamo visto volare via dopo contatti con giocatori ben più bassi di lui ma meglio piazzati) ma si sbatte, ha buona tecnica e un istinto innato per la stoppata. Certo, l’età non depone a suo favore ma è nel pieno della maturità fisica e agonistica e ci piace pensare che questo ragazzone venuto fuori dal nulla possa ritagliarsi un ruolo fatto su misura anche nel campionato di basket più bello e competitivo del mondo.

  •   
  •  
  •  
  •