Risultati NBA 17 gennaio: Houston va a meraviglia, Spurs inarrestabili (VIDEO)

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Notte Nba senza sostanziali sorprese, con le corazzate dell’Ovest che procedono spedite sul velluto. Vincono senza sforza suppletivi gli Oklahoma City Thunder, che “rullano” a piacimento i Miami Heat (99-74) in un match dai due volti: primo tempo tutto sommato ancora equilibrato, secondo con un solo team in campo e con Wade e soci autori dei 20 minuti più brutti della stagione. I Thunder si godono la tripla doppia di Russell Westbrook (13 punti, 10 rimbalzi e 15 assist) e i 24 del solito capobastone Kevin Durant. Gli Heat invece, sembrano iniziare a pagare gli sforzi fisici di tre mesi di post season giocati comunque a ritmi elevati. Successo convincente ancora una volta anche per i San Antonio Spurs (112-83) sui Dallas Mavericks, schiantati con i soliti oliati automatismi e sotto i colpi di un Lamarcus Aldridge (23 conditi da 7 rimbalzi) e una difesa di travertino che tiene i Mavs ad un misero 35% complessivo dal campo, percentuale risibile per sperare di violare il parquet della casa dei neroargento. In casa Dallas preoccupa Dirk Nowitzki, fermo a 4 punti in 24 minuti con un sorprendente 2/10 al tiro: un passaggio a vuoto a 37 anni può pure starci.

Gallo ok nonostante i falli. Sono 23 i punti del bottino notturno di Danilo Gallinari, nel duello tra difese ballerine che vede i Denver Nuggets piegare a fatica gli Indiana Pacers (129-126) dopo un match dall’equilibro totale per la bellezza di 48 minuti. L’azzurro, limitato dai falli, rimane in campo soltanto per 23 minuti: ci pensano Harris e Barton (41 punti in due) a completare l’opera e a dare ai Nuggets una vittoria che in termini di classifica significa tenere intatte le chance di ottavo posto nella terribile western conference. In difesa Denver ancora concede troppo, ma in attacco il lavoro dello staff tecnico comincia a intravedersi di tanto in tanto. Provano a riaccendere il fiammifero della speranza playoff persino i Minnesota Timberwolves, belli e vincenti contro gli spaesati Phoenix Suns (117-87) e finalmente attenti anche e soprattutto nella fase difensiva. A Minneapolis si vede finalmente il miglior Ricky Rubio (18): lo spagnolo volente o nolente resta l’ago della bilancia dei Wolves, e quando lui riesce a carburare per i giovani talenti dei ghiacci del Minnesota diventa tutto più semplice. Phoenix, invece, dà l’idea di aver già tirato i remi in barca: lo spogliatoio è una polveriera, le assenze hanno minato la già poca fiducia presente in autunno e la sensazione che in Arizona a questo punto si tenda un po’ a tankare in vista del prossimo draft si fa più evidente di partita in partita. Anche il rookie Booker, il migliore di Phoenix in questo mese di gennaio, pare aver ormai tirato i remi in barca: i Suns sono già proiettati a novembre prossimo, quando al pubblico pagante dovranno offrire qualcosina in più di quanto si vede nel mesto presente.

Houston, tutto facile. Trasferta losangelina sul velluto per gli Houston Rockets, che passano a valanga sul telaio informe dei Los Angeles Lakers, troppo molli per evitare la debacle interna (95-112). E’ James Harden il mattatore della serata dello Staples Center: il Barba (foto) ne mette 31 senza faticare troppo e con i suoi canestri scava il gap che rimarrà anche nel risultato finale tra i due team. Stoico Kobe Bryant, che gioca 20 minuti nonostante una infiammazione al piede del quale ruppe il tendine d’Achille: nei losangelini il migliore è di nuovo Lou Williams (20), ma i Lakers di questoiperiodo sono poca cosa per una squadra in salute e in netta crescita come i Rockets. I texani stanno cambiando passo, e a ovest in molti lo sanno.

Il recap del match tra Spurs e Mavericks.

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