Risultati NBA 25 gennaio: Warriors, legnata agli Spurs. Cousins, 56 non bastano (VIDEO)

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Partiamo dal match più atteso nella selva di partite della chilometrica regular season Nba: i Golden State Warriors piazzano una vera e propria legnata nel costato dei San Antonio Spurs, ribadendo al mondo intero che il team da battere sono loro. Alla Oracle Arena non c’è trippa per gatti: finisce 120-90, con Steph Curry autore di 37 punti e capobastone di un gruppo che manda ben 6 uomini in doppia cifra, di cui 3 usciti dalla panchina. Notte fonda in casa Spurs: nei texani vanno a referto tutti e 12 i giocatori a disposizione, ma la serata è di quella da dimenticare. Come primo round di una sfida che potremmo rivedere a maggio, la differenza di valori in campo è parsa sorprendente. Così come è stupefacente l’ottimo momento dei Boston Celtics, indemoniati sul parquet di Washington e di nuovi vittoriosi in trasferta (91-116) con una eccelsa prova corale. Il migliore nei biancoverdi è Thomas (23), mentre nei Wizards allarma la prestazione incolore del leader John Wall, fermo a 8 punti con 3/11 dal campo e soprattutto principale fattore del passo indietro dei capitolini nella grande rincorsa ai playoff iniziata da metà mese.

Sacramento, che harakiri. Allora: 56 punti e 12 rimbalzi con 21 canestri dal campo. Era dai tempi di Shaquille O’Neal che un centro Nba non metteva insieme numeri simili. La performance mostruosa di Demarcus Cousins non basta però ai Sacramento Kings per avere ragione dei Charlotte Hornets dopo due overtime (128-129). Nei Kings va segnalata anche la partita di Rondo, che mette insieme 20 assist, 10 rimbalzi e soltanto 7 punti. Per Charlotte bene la coppia di lunghi Hawes-Williams (39 punti in due). Si ferma a 4 punti in 18 minuti il nostro Marco Belinelli. Serata indigesta anche per Danilo Gallinari: i Denver Nuggets cedono a domicilio agli Atlanta Hawks (105-119). L’azzurro si ferma a 15 punti con 3/10 al tiro, mentre nel team ospite è Millsap (22 punti e 10 rimbalzi) l’uomo che più di ogni altro fa la differenza. L’impressione è sempre la solita: per poter ambire alla post season a Denver qualcosa manca. Così come agli Utah Jazz, beffati in casa dai Detroit Pistons (92-95) in una gara decisiva in sede di corsa playoff: con 29 punti, è Reggie Jackson il re della notte di Salt Lake City.

Miami e Cleveland ok. Pur con grande fatica, tornano al successo persino i Miami Heat sul campo dei Chicago Bulls (84-89): per il team della florida decisivo il rientro di Dwyane Wade, che piazza 28 punti e tutte le giocate decisive per i suoi, che mettono in cascina una gara pesantissima in sede di corsa alla post season. Per Chicago tanto Pau Gasol (19 punti e 17 rimbalzi), ma dietro il nulla più allarmante. Serata un po’ più semplice invece per i Cleveland Cavaliers, che con il pilota automatico giubilano i Minnesota Timberwolves (114-107) e continuano la loro marcia inarrestabile nella eastern conference. Il trascinatore dei Cavs è Lebron James (25 punti), mentre ai Wolves serve a poco la grande prova del rookie Carl Anthony Towns (26 punti). Vittoria pesante dei Memphis Grizzlies sugli Orlando Magic (108-102), a conferma dell’ottimo gennaio della squadra del Tennessee: 18 punti per Randolph e 17 per Gasol, e il gioco è fatto. In caduta libera invece i Magic, nonostante l’ottimo Vucevic da 16 punti e 14 rimbalzi. Infine, successo al fulmicotone per gli Houston Rockets sul campo dei New Orleans Pelicans (111-112): il grande mattatore è James Harden (35 punti), braco nei momenti clou del match a piazzare le stoccate vincenti nelle maglie di una delle squadre più in palla di questo gennaio.

Sotto il recap della cavalleresca sfida tra Sacramento e Charlotte.

https://www.youtube.com/watch?v=qesVT5C6Es8

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