Gigi Datome, la Turchia come occasione di riscatto

Pubblicato il autore: Luca Prete Segui

Gigi Datome, uno dei giocatori di punta del Fenerbahçe, parla, attraverso una intervista, rilasciata alla Gazzetta dello Sport, dell’avventura in Turchia, senza dimenticare riferimenti ai suoi esordi, alla nazionale, ai suoi trascorsi in NBA e persino ai social.
L’ostacolo maggiore che il giocatore sardo ha incontrato sino a ora nella terra del Bosforo, è stata, come dice lui, la lingua e non poteva essere altrimenti, soprattutto per un “latino”.  Le parole dell’azzurro di fronte all’osticità del turco non lasciano spazio ad alcuna interpretazione:“Aiuto! Non capisco nulla, studiare il turco è veramente difficile. Mi servo delle app per memorizzare i vocaboli per sopravvivere e parlare attraverso gli infiniti e i verbi non declinati: il minimo sindacale.”
Il discorso si sposta sul calore dei tifosi turchi per il basket (altra grande ossessione sportiva in questo paese insieme al calcio), e in particolare quello dei supporter del Fenerbahçe, che trasmettono a  Datome l’idea di giocare in casa anche quando va in trasferta.
Parole di stima anche se rivestiste di un leggero “timore”, almeno entro il rettangolo di gioco, sono anche per l’allenatore totem dei “giallo-nero” di Instabul, ossia Obradovic. Pretende sempre il massimo”, così dichiara l’azzurro parlando del coach, in merito alla sua continua richiesta di attenzione e  concentrazione nei confronti della squadra.
L’ex ala della Virtus Roma non dimentica la prestigiosa esperienza in NBA definendo i 2 anni negli Stati Uniti intensi” ma trascorsi con una certa sofferenza nell’essere utilizzato molto poco e vedere gli altri giocare, il riferimento è soprattutto alla stagione a Detroit. Nettamente più fortunata e stimolante è stata la permanenza a Boston,  città definita dallo stesso Datome come luogo in cui sia rinato acquisendo anche maggiore considerazione (“ho fatto vedere che non ero uno da non poter mettere mai, mai, mai piede in campo come a Detroit).
Presente e molto attivo sui maggiori social network considerati dallo stesso giocatore come mezzi ideali per mantenere un rapporto attivo  con i suoi tanti tifosi.  Da Facebook a Twitter, passando per Instragram, anche l’azzurro è stato contagiato dalla voglia di apparire sul web attraverso differenti modalità, nonostante la presenza di numerosi “fake”, con Datome addirittura fondatore di un club di “ferventi anti-mitomani”, alla caccia dei numerosi (aggettivo divenuto quasi fiosologico quando si parla gente celebre), profili fasulli.
L’evento dell’anno, tuttavia, rimane il pre-olimpico che si terrà a Luglio e che “toccherà” anche Torino. Come ha sempre dimostrato nella sua carriera, il giocatore sardo esprime il suo attaccamento alla maglia azzurra, e sogna, come i suoi compagni di qualificarsi per Rio presentandosi nel migliore dei modi (Il sorteggio? Come dice il coach, andare all’Olimpiade dipende da noi. Manca ancora tanto, non si sa bene chi ci sarà tra i giocatori avversari. Se siamo in salute avremo la nostra occasione. E giocare in casa, a Torino, dovrà essere fondamentale”).  Ed è stato subito colpito positivamente, e non poteva essere altrimenti visto il curriculum, dal neo-coach Ettore Messina e dal suo entusiasmo (lo stesso allenatore ha promesso “lacrime, sudore e sangue)
L’Italia per tenere accesa la speranza di essere presente in Brasile dovrà contare su un Datome a pieno regime che, insieme agli altri tre fuoriclasse (Belinelli, Bargnani e Gallinari) sarà fondamentale nell’alimentare il sogno olimpico.

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