Obama prossimo acquisto dei Warriors?

Pubblicato il autore: @lorenzo_v_81 Segui
Stephen Curry

Stephen Curry

È stata una giornata speciale quella di giovedì per i Golden State Warriors, compagine campione in carica in Nba avviata verso un bis quasi scontato, che è stata ricevuta a Washington alla Casa Bianca dal presidente americano Barack Obama. Dopo, come detto aver dominato tutto quello che c’era da dominare ultimamente in Nba infrangendo tanti record, mancava solo un evento come questo per completare il curriculum di Curry e soci. L’occasione è stata proprio quella di ricevere il saluto del presidente per celebrare la vittoria dello scorso anno e lo stesso Obama, grande appassionato di sport ma soprattutto di basket, ha tenuto molto a questo incontro:” Il grande protagonista di questo risultato è stato senza dubbio l’MVP della lega, Steph Curry ed è un discreto tiratore” ha detto scherzando il padrone di casa. Proprio a Washington la squadra di Kerr ha ottenuto il successo numero 45 e non pare aver difficoltà nel mettere nel mirino il record di 72 vittorie detenute dai Chicago Bulls di cui lo stesso Obama è grande tifoso. Durante la classica consegna della maglia, la numero 44, l’allenatore di Golden State ha avuto modo di ironizzare con il presidente:” Sappiamo che a fine stagione diventerà free agent e se non avesse altro da fare potrebbe essere dei nostri. Vogliamo che pensi a questa maglia come quella del leader del popolo Warriors”. Tifosi gialloblù che sono già in fermento, al di là della propria squadra, anche per l’imminente All Star Game che vedrà protagonisti il trio Curry, Green e Thompson sia nella partita delle stelle che negli eventi del sabato, dove hanno buona possibilità di imprimere il proprio marchio. In molti ancora si chiedono chi e cosa possa impedire ai Golden State Warriors di bissare il successo anche in questa stagione è riconquistare l’anello tra la competitività di Lebron James con i suoi Cavs, l’esperienza di San Antonio, l’esuberanza di Bulls e Rockets o la ritrovata vena dei Thunder. Molte sarebbero le opzioni possibili perché anche altre squadre sembrano in costante crescita e già sembra un impresa ardua capire chi possa raggiungere la finale. Difficile fermare l’armata Warriors specialmente in una serie dove, solitamente, alla fine il più forte ha sempre la meglio. Di recente lo stesso Curry ha dichiarato di vedere il canestro sempre più ampio e di riuscire a mettere dentro anche i tiri per i quali non scommetterebbe un centesimo. Forse è proprio questa la forza di questa squadra: una forte dose di imprevedibilità e spensieratezza che, abbinata ad un grande tasso tecnico, ne fanno un mix esplosivo. Un mix che ha fatto parte anche della carriera del proprio allenatore. Dietro infatti a quel l’aspetto da bancario sedentario con il Wall Street Journal sotto braccio, ai tempi nei quali calcava ancora i parquet Steve Kerr aveva ben sviluppate queste sue doti che ne facevano un giocatore forse poco apparente, ma molto utile, apprezzato dai compagni e decisivo nei momenti che contano. Ne sa qualcosa Michael Jordan e i Chicago Bulls che grazie alla cena del biondino vinsero l’ultimo anello della loro incredibile saga. Saga che una squadra come questi Warriors vuol imitare.

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