Mercato NBA: Lakers e Bulls pronti all’assalto per Demarcus Cousins

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Squadra strana, i Sacramento Kings. Di certo la più stravagante, ondivaga e burrascosa che è possibile rintracciare oggi sul radar Nba. I californiani di coach George Karl, dove milita anche il nostro Marco Belinelli, avevano tutta l’attrezzatura per agguantare un posto nei playoff, ma con un mese e mezzo da tregenda (da fine gennaio ai primi di marzo) hanno detto addio a ogni chimera primaverile. Tra 20 giorni andranno in vacanza tra tante polemiche e ancor maggiori rammarichi. Intanto, la società una mossa l’ha già fatta: da questa estate Vlade Divac (inserito nello staff dirigenziale già nel giugno scorso) avrà pieni poteri. Il tecnico rimarrà? Beato chi ci indovina. Rajon Rondo, che nonostante tutto chiuderà la stagione primo in graduatoria negli assist della Lega intera, sarà ancora in canotta Kings? Lui non lo esclude, ma vacci a capire. Di certo, la dirigenza della capitale della California dovrà prendere una decisione in merito alla vera star della squadra: Demarcus Cousins. Miglior centro della Nba nelle serate di grazia, vera zavorra quando si incaponisce a litigare con arbitri, coach e compagni di squadra. Talento cristallino e personalità complessa, ma sulla graticola ora a Sacramento c’è lui, e le possibilità che Divac decida di buttare giù il “muro maestro” di una rosa comunque da rifare sono altissime.

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I Lakers lo cercano dalla scorsa estate. A Los Angeles, sponda gialloviola, hanno un obiettivo a breve termine: trovare un uomo che calamiti la solita ondata di vip ora che Kobe Bryant si appresta ad appendere le scarpe al chiodo. Di tornare a vincere a breve non se ne parla, ecco perché i Lakers farebbero le canoniche carte false per attirare nella città degli angeli uno come Cousins. Lui, dal canto suo, non disdegnerebbe la cosa, considerato il blasone inarrivabile dei “lacustri” e il loro grande feeling con centri che spostano (si pensi a Chamberlain, Jabbar, Shaq, etc). Un’offerta di massima, in particolar modo a mezzo stampa, da LA è già arrivata nei mesi scorsi: il giovane Larry Nance Junior, il funambolico Jordan Clarckson e il veterano con punti nelle mani Lou Williams. Il Los Angeles Time prima di Pasqua è tornato a battere sulla cosa, ma per i Kings la contropartita è un po’ scarsina. Con Julius Randle (che piace a Divac) al posto di Nance già se ne parlerebbe, ma così no. In questi giorni però in casa Lakers ha cominciato a vacillare la posizione di D’Angelo Russell, dopo il sexygate che lo ha visto andare allo scontro con Nick Young e di riflesso con tutta la squadra. La seconda scelta assoluta dell’ultimo draft è trattato come un appestato in spogliatoio, e LA potrebbe vedersi costretta a farlo partire. E ai Kings interesserebbe eccome: dovesse partire Rondo, l’ex Ohio State sarebbe il pilastro perfetto su cui imbastire la ricostruzione. L’idea di Divac (stando sempre al Time) sarebbe quella di avere Russell e, se i Lakers prenderanno una delle prime tre scelte, la pick del draft 2016, per dare la caccia a uno tra Ben Simmons, Brandon Ingram o, come ripiego, il centro croato Dragan Bender. Forse troppo, ma Sacramento metterebbe sul piatto anche un’altra pedina (McLemore?) pur di avere due giovani probabili top player per il prossimo decennio. In California il canale tra i due team è caldissimo.

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Cousins piace a Chicago: e se partisse Butler? A un’altra blasonata big piace e non poco il pivottone dei Kings. Poche ore fa il Chicago Tribune ha reso noto che in casa Bulls, dopo l’annata tribolata che stanno vivendo, Jimmy Butler non sarebbe poi così intoccabile. E nell’analisi si fa riferimento a lui come pedina di scambio per arrivare aun big da cui ripartire. Chi meglio di Cousins? Con lui e Derrick Rose, Chicago avrebbe un asse play-pivot non poco stuzzicante. I Bulls potrebbero infilare anche Joakim Noah (infortunato e in rotta dopo tanti anni con l’entourage dei Bulls) per ingolosire a puntino Divac: l’ipotesi della testata dell’Illinois non è peregrina. Con un terzo free agent di livello (oltre a Pau Gasol che è già lì), Cousins potrebbe finalmente giocare almeno una serie playoff (e forse pure più di una), quindi difficilmente direbbe no. Le canotte di Lakers e Bulls del resto fanno gola a tutti: sarà una lunga primavera.

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