NBA, ormai è certo: Yao Ming entrerà nella Hall of Fame

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Non solo Allen Iverson e Shaquille O’Neal. Nella prossima tornata di ingressi nella “Hall of Fame” della palla a spicchi ci sarà anche il nome di Yao Ming. L’ufficialità arriverà in occasione delle imminenti final four NCAA di Houston: ironia della sorte, proprio nella città che accolse il cinese nella Nba (fu prima scelta assoluta del draft 2002 proprio per i Rockets) per poi consacrarlo a livello planetario. L’impatto di questo ragazzo sullo sport globale del terzo millennio non ha avuto eguali: fu l’uomo simbolo dei primi Giochi olimpici cinesi della storia (Pechino 2008) e rappresentò il volto della Nba globale che conosciamo oggi. Personaggio a tutto tondo, vittima di una sequela chilometrica di infortuni che hanno ridotto la sua tribolata carriera Nba a soli 7 striminziti anni. A dare per primi l’indiscrezione sono stati gli analisti di “The Vetical”, ma oggi la notizia è su tutte le più seguite testate sportive americane, da Sports Illustrated fino alla pagina sport del Times. Certo, la cosa crea dibattito: Yao si è ritirato a soli 30 anni e in 7 anni e spiccioli nella Lega ha saltato innumerevoli gare. Inoltre, ha disputato soltanto 19 match di playoff, che paragonati a quelli di AI e Shaq sono una miseria. Però ha chiuso la carriera con 19,2 punti ad allacciata di scarpe conditi da 9,2 rimbalzi e 2 stoppate. Eletto sempre All Star a furor di popolo, non è mai stato nominato in un primo quintetto Nba nei suoi anni tra i pro. Il suo è un riconoscimento simbolico e meritato, per tutto ciò che questo ragazzone mite ha saputo rappresentare. Se oggi la Cina è il primo mercato per la Nba al di fuori dei confini a stelle e strisce, il merito è gran parte suo: con i chiari di luna economici di questi tempi malandati, viene da dire che poco poco non è.

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