NBA, top e flop della settimana: Charlotte da favola, Cleveland scricchiola

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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La settimana appena finita nei “raccoglitori” del prolisso archivio Nba rimarrà sicuramente impressa per una partita: l’inatteso, surreale e quasi tragicomico ko dei Golden State Warriors sul parquet dello Staples Center al cospetto dei Los Angeles Lakers. Uno di quei match strani che ogni tanto lo sport regala: ad oggi, è un po’ come se nel Calcio il Barcellona delle meraviglie le prendesse dal Verona di Gigi Delneri. Per carità, nulla di drammatico nella Bay Area: Curry e soci si sono ripresi nelle due gare successivo sciorinando basket “Pommery” coi loro consueti numeri. La sberla nella città degli angeli però conferma che anche loro, se abbassano la guardia, sono decisamente battibili. Ne approfittano solo in parte i San Antonio Spurs, che con Messina head coach “sporcano” la loro settimana con una partitaccia incolore a Indianapolis nella casa dei Pacers. I texani però stanno tenendo in carica (manco fossero dei Samsung) i loro fulgidi talenti attempatelli come Duncana e Ginobili: questo in post season conterà. Nella terra di nessuno dell’Est, in vetta c’è sempre Cleveland i cui automatismi però scricchiolano e non poco: l’intesa tra James e Irving viene più che va e le sconfitte qua e là arrivano. Ne fa tesoro Toronto, gagliarda e spietata, che ora tallona l’armata brancaleone dell’Ohio. Ma ecco il pagellone settimanale.

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TOP

Charlotte Hornets: voto 9,5. Con quella di stanotte su New Orleans le vittorie in fila sono cinque: a inizio anno, neppure il più audace dei frequentatori di punti Snai li avrebbe potuti immaginare sesti a Est a un mese dalla fine dei giochi. Kemba Walker (35 anche stanotte, foto) è un’iradiddio, Batum, Zeller e l’ultimo arrivato Lee sono tutti in palla, e il gruppo ora va come un Frecciarossa. Vibranti.

Russell Westbrook: voto 9. Sarà controverso quanto volete, ma in certe sere sembra un giocatore creato alla Playstation. Stanotte 25 punti con 15 tiri, 20 assist e 11 rimbalzi. E un dominio atletico sulla partita impressionante. Se solo i Thunder non regalassero troppe gare alle dirette rivali… irreale.

Boston Celtics: voto 8,5. Stanotte hanno infilato il 14° sigillo consecutivo in casa: nel Massacchussetts non si passa. Ora sono terzi nel pazzo Est: vincere sul parquet dei biancoverdi sarà complicato ai playoff. Thomas, che a sacramento venne bollato come perdente, è un satanasso. E ora mette tiri decisivi con nonchalance impensabile. Garibaldini.

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Giannis Antetokounmpo: voto 8. Ragazzi, il greco di Milwaukee è un giocatore vero, altro che saltatore in alto prestato alla palla al cesto. Triple doppie a go go, e ora ancora tiri decisivi (come stanotte): con wiggins di Minnesota è il miglior sophomore della Nba. Felino.

FLOP

Cleveland Cavaliers: voto 5,5. Come accennato sopra: faticano tanto. Troppo. E pure Lebron James ora non sembra più il marziano che ha imperversato nella Nba per 13 anni. Troppi allarmismi? Forse sì. O forse no. Mozgov non ne azzecca una, Love incide solo a tratti, le percentuali di tiro si vanno abbassando. Moscetti.

Marco Belinelli: voto 5,5. D’accordo, giocare nei Sacramento Kings in queste settimane è come stare in un playground sperduto dell’Idaho dove regna l’anarchia. Il brillante emiliano di inizio stagione però ora alterna troppi bassi a pochi alti, e anche il minutaggio ne risente a volte. Rivedibile.

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Ricky Rubio: voto 5. L’esaltante playmaker iberico è tornato definitivamente sulla terra. La sua stagione è l’emblema di quella dei suoi Timberwolves: le partite decenti del furetto ex Barcellona si contano sulle dita di una mano. Forse cambiare aria farà bene sia a lui sia al club di Minneapolis. Avvilito.

Houston Rockets: voto 4. Quando hai un Harden che la mette anche da casa sua e un Howard tornato ai fasti di un triennio fa, non puoi fare tutta questa fatica. Stanotte hanno vinto facile a Phila, ma continuano a zoppicare come non mai. Con un roster così, l’8° posto a Ovest è troppo poco, inutile prendersi in giro. Scialbi.

 

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