NBA, top e flop della settimana: Westbrook è un tornado, Kings nevrastenici

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Va in archivio un’altra settimana Nba, e il rullo compressore Golden State Warriors continua a macinare vittorie: arrivati a questo punto, il record dei Chicago Bulls del 1996 (persero solo 10 gare in tutta la regular season) può essere battibile. Anche se, suggeriscono molti addetti ai lavori, forse sarebbe necessario lesinare qualche stilla di energia in vista di una post season che si preannuncia non scevra di trabocchetti. Ma tant’è: quando un treno è in corsa, non si può tirare il freno manuale: veder giocare Curry e soci è un piacere per le pupille. In più, ora, si è messo a signoreggiare persino Andrew Bogut, il lungagnone australiano che in 11 anni di Nba finora ha scelto più “la vita da mediano” che quella della superstar. Dietro ai campioni in carica c’è sempre San Antonio che incalza: coach Popovich sta effettuando un turnover selvaggio, per avere i suoi deliziosi e attempati leader freschi per fine aprile. Anche gli Oklahoma City Thunder carburano, nonostante ci sia ancora qualche amnesia di troppo. In casa Thunder, l’ago della bilancia può diventare il centro turco Enes Kanter, finalmente impattante dopo un po’ di anni da traliccio misterioso nelle aree Nba. Ma ecco il pagellone settimanale.

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TOP

Russell Westbrook: voto 9,5. Diciamocelo: ha la sfiga di avere davanti uno come Steph Curry che con ogni probabilità si prenderà il secondo scettro di MVP in fila. Altrimenti, il bionico esterno dei Thunder sarebbe il primo della classe. Ha numeri da videogame, e nelle gare dove si prende meno tiri ormai la tripla doppia è assicurata. A rimbalzo poi, è il miglior play-guardia degli ultimi dieci anni. Tornado.

Toronto Raptors: voto 9. Strapazzano gli avversari anche senza DeRozan e Valanciunas, non sprecano un pallone, e hanno messo sei vittorie di differenza tra loro e la terza a Est: stanno chiudendo in crescendo. Lowry fa i bimbi con i baffi sia in attacco che in difesa. Tosti come il travertino.

Giannis Antetokounmpo: voto 8,5. Ecco un’altra macchina da triple doppie: se gioca così, il pterodattilo greco quest’estate farà vedere i sorci verdi agli azzurri di Messina al preolimpico. Peccato che i suoi Bucks siano ormai praticamente fuori dalla post season, perché sto ragazzo sta incantando davvero. Fumetto irreale.

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Derrick Favors: voto7,5. Partiamo da un fatto: gli Utah Jazz sono una delle squadre che gioca il basket più ragionato e ritmato di tutta la Lega. Se sono ancora in lizza per l’ottava piazza a Ovest, però, è anche grazie ai numeri di questo ragazzotto arrivato in Nba con tanti squilli di fanfara, bollato come bidone dopo soli tre mesi, e ora a distanza di anni totalmente ritrovato. Adesso è un lungo da doppia doppia quasi fissa, e poco non è. Revenant.

FLOP

Dallas Mavericks: voto 5,5. Dopo cinque legnate in fila, è tornato l’ossigeno grazie alla classe sempreverde di Dirk Nowitzki. Bisogna però essere obiettivi: non hanno più birra. Tanto che per tutte le prime quattro a Ovest, sarebbero l’avversario più gradito al primo turno di playoff. Spia rossa.

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Anthony Davis: voto 5. I numeri continuano ad essere da top. Ma la stagione funesta dei suoi Pelicans lo ha fatto diventare impaziente e nervoso: tende troppo a strafare. Peccato: è un potenziale MVP per gli anni a venire, ma nel pantano della Louisiana la vita è dura. Sfiancato.

Chicago Bulls: voto 4. Anche Pau Gasol, leader vocale del gruppo, tarda a tornare, e ora per agguantare i playoff la faccenda si fa grigia. Giocano male. Troppo male. Casinisti.

Sacramento Kings: voto 1. Il banco è saltato, come previsto. Cousins è potenza pura senza controllo, e coach Karl (i due ormai si odiano, è palese) forse ha fatto anch’egli il suo tempo. Sull’orlo di una crisi di nervi, davvero.

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