Reggio Emilia e Trento voltano le spalle alla FIP: giocheranno l’Eurocup ULEB

Pubblicato il autore: Giacomo Garbisa Segui
Un momento della conferenza stampa di Reggio Emilia (fonte ufficio stampa Reggio Emilia)

Un momento della conferenza stampa di Reggio Emilia (fonte ufficio stampa Reggio Emilia)

Reggio Emilia e Trento voltano le spalle alla Federbasket: pallacanestro italiana nel caos, si va verso la spaccatura all’interno della stessa Lega. Giornata da bollino rosso mercoledì 16 marzo per la palla a spicchi italiana. Reggio e Trento hanno infatti comunicato ufficialmente la propria adesione, per il prossimo triennio, all’Eurocup organizzata dall’ULEB-Euroleague andando contro le indicazioni della FIP che si era già accordata con la FIBA, organismo di governo della pallacanestro mondiale, affinché tutte le società italiane disputassero dalla prossima stagione le competizioni europee con l’egida FIBA ed evitare così il passaggio proprio alle competizioni dell’organismo privato ULEB. Il presidente federale Gianni Petrucci si era impegnato personalmente col segretario generale della Federazione internazionale Patrick Baumann. Unica deroga per Milano che, firmataria di un accordo precedente, poteva giocare un’altra stagione nell’Eurolega griffata ULEB.

A far saltare il banco sono state però Reggio e Trento (alle quali probabilmente si unirà anche Sassari che, pur mancando una nota ufficiale, ha già espresso favore all’adesione ULEB tramite il presidente Stefano Sardara) che, alla vigilia dell’Assemblea di Lega che si terrà giovedì a Roma alla presenza dei presidenti FIP Petrucci e CONI Malagò, hanno scelto di accettare l’invito di Jordi Bertomeu, presidente e amministratore delegato dell’organismo privato Euroleague (la FIBA è Federazione istituzionale e dal prossimo anno farà partire una Champions League cui si accederà per meriti sportivi, mentre all’Eurolega ed all’Eurocup ULEB si accederà su invito).

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Saranno quattro le società «scissioniste» rispetto alle indicazioni FIP (il presidente Petrucci aveva lanciato un vero e proprio monito affermando che «comanda» la FIBA in quanto «rappresenta l’istituzione»): Milano, Trento e Reggio ufficiali, presto Sassari e non è escluso che se aggiunga una quinta dopo che le italiane avrebbero chiesto all’ULEB di mettere a disposizione un altro posto (si parla di una fra Avellino e Cantù). L’accordo per le italiane è di durata triennale fino al 2019, il montepremi stimato è di circa 2,5 milioni di euro a stagione da suddividere tra i club e chi vince l’Eurocup avrà diritto a partecipare all’Eurolega.

Sia Trento che Reggio Emilia hanno motivato i perché della loro decisione con note ufficiali. «Questa scelta ci permette di guardare avanti potendo calibrare al meglio la programmazione sulle prossime tre stagioni, che ci vedranno tra i 40 top team del basket europeo – ha spiegato l’ad di Reggio Emilia Stefano Dalla Salda –. Un altro punto fondamentale della nostra analisi ha riguardato l’aspetto economico che col cartello dell’Eurocup prevediamo possa garantirci un sensibile aumento dei ricavi. E’ naturale che punti di vista istituzionali della FIP possano non essere sempre convergenti con quelli imprenditoriali che il nostro club riteniamo abbia il diritto di considerare e perseguire. Abbiamo grande stima del presidente Petrucci che, per il suo ruolo federale, è comprensibile cerchi di orientare verso la nuova competizione della FIBA i club della Lega italiana, ma sono anche convinto che un dirigente lungimirante ed esperto come Petrucci non possa non comprendere le esigenze e le decisioni imprenditoriali di aziende che investono e spendono in questo mondo milioni di euro e riteniamo abbiano il diritto ed il dovere di fare scelte in piena autonomia».

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Sulla stessa linea Luigi Longhi, presidente di Trento. «Questa non è una decisione contro qualcuno, ma è un accordo a favore della crescita di Aquila Basket, dei suoi investitori e dei suoi tifosi. Siamo un’azienda, ci sono notevoli investimenti in ballo e ci sono persone ed imprese che rischiano del proprio nel nostro progetto. Dobbiamo prendere le migliori decisioni possibili per il bene della nostra organizzazione. Lo dico da presidente di una società che investe nei giocatori italiani dando loro fiducia e spazio per crescere, che crede nei settori giovanili impegnando risorse importanti, che immette risorse nel sistema acquistando cartellini».

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