Basket: le parole del play Francesco Guarino

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

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Riprendiamo il testo integrale dell’intervista di Francesco Guarino a Legapallanestro.
Francesco Guarino, oggi al Bawer Olimpia Matera, è un pilastro del basket italiano.

Francesco Guarino, com’è nata la tua passione per il basket?

Mio padre era dirigente di una squadra di basket del mio paese. Naturalmente, io ero più propenso a giocare al calcio, come tutti i miei amici; poi, però un giorno mio padre mi portò in palestra, mi diedero la tuta della società, e dentro di me è scattato qualcosa: da lì è nata la mia passione per la pallacanestro, avevo 7 anni.

Quando ti sei accorto che qualcosa stava cambiando e che avresti potuto dedicare la tua vita al basket?

Da ragazzino vedevo che non potevo fare a meno di avere un pallone da basket in mano – anche se a quell’età non puoi pensare troppo al futuro, né al fatto che possa diventare un lavoro vero e proprio. Mettendoci l’impegno, riuscii ad ottenere dei buoni risultati, al punto tale che, a quindici anni, passai da Argelato alla Fortitudo di Bologna, e iniziai ad essere convocato in Nazionale. Il miglioramento- continua Francesco Guarino- era continuo e, anche se ogni tanto qualcuno mi diceva che ero troppo basso, e decideva di non puntare su di me, io iniziai a fare tanti sacrifici, che non mi pesavano neanche tanto: allora capii che quella era la mia strada.

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Se un giorno i tuoi figli decidessero di giocare a Basket?

Sarei contentissimo, naturalmente, ma non voglio certo costringerli a fare quello che ho fatto io. Se avranno la passione dentro di loro, così com’è scoccata in me, ben venga, altrimenti sarà lo stesso. L’importante è che facciano sport, così impareranno a rispettare le regole ed a crescere meglio.

Come sono stati i primi giorni a Matera?

Davvero buoni, è un’esperienza diversa perché comunque sono tornato a qualche anno fa, quando giocavo da protagonista. Adesso mi sento non dico la pressione addosso, ma certamente qualche responsabilità in più. Questa sensazione mi fa sa sentire vivo e un vero giocatore. Negli ultimi anni questa cosa era un po’ scemata, ora mi è tornato l’entusiasmo, non mancano le motivazioni: quando i tuoi compagni si appoggiano a te, vuol dire che hai veramente qualcosa di importante da dividere con loro.

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Come si vive a Matera?

Benissimo! Matera è super, bella e con la sua storia, si vive bene, è perfetta per la famiglia. Indubbiamente. Ci troviamo bene facendo una vita normale.  Quanti sono stati i compagni di gioco in tutta la tua carriera? Impossibile dirlo, questa è la mia diciottesima stagione da professionista.

Francesco Guarino, un pronostico per questa annata?

Sono ottimista di natura, vedo sempre il bicchiere mezzo pieno. Ma preferisco non fare pronostici perché sennò me la tiro da solo. Stiamo sulla strada giusta, dobbiamo ancora migliorare tanto, però ci siamo.
Si chiude così l’intervista a Francesco Guarino.

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