NBA: venerdì l’esonero di coach Karl a Sacramento

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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La decisione era nell’aria, ma ora da Oltreoceano arriva la certezza: da venerdì mattina George Karl non sarà più il coach dei Sacramento Kings. Sulla stagione travagliata del team californiano si potrebbe scrivere una collana di libri, ma la verità è che il roster aveva decisamente nelle corde l’approdo alla post season e l’obbiettivo è stato fallito miseramente anzitempo. Karl, molto vicino alle duemila panchine nella sua chilometrica avventura Nba, paga il rapporto incendiario (per usare un eufemismo) con la stella indiscussa della squadra, quel Demarcus Cousins noto per i capricci e gli atteggiamenti sopra le righe ma ritenuto ormai a tutte le latitudini il miglior centro della Lega al netto di bizze e bizzarrie. Anche con Vlade Divac, il dirigente plenipotenziario di ogni scelta in casa Kings, il rapporto di Karl si è raffreddato via via, col serbo spesso intento a schierarsi dalla parte di Cousins nella ripetuta tenzone tra il tecnico e il giocatore. A Karl non viene perdonata nemmeno la mossa di far fuori dall’iter decisionale Nancy Lieberman, la assistente molto vicina alla proprietà (che addirittura pensava a lei come potenziale sostituta di Karl a regular season in corso). Decisione alla quale si oppose, in una girandola di veti incrociati, però proprio Vlade Divac: per lui l’uomo della svolta era Corliss Williamson.

Questa scelta del management dei Kings apre a questo punto diversi scenari. La partenza di Cousins, data quasi per certa fino a pochi giorni fa, non è poi così scontata: l’idea di Divac è che con una guida tecnica adeguata il prodotto di Kentucky può diventare una vera e propria macchina da guerra. E soprattutto il perno del nuovo progetto tecnico di Sacramento, città che peraltro Cousins ama. In alternativa, Divac può sacrificare proprio la sua star per avere in cambio giocatori giovani e in ascesa per costruire ex novo un quintetto base che possa arrivare al top in un triennio. C’è da considerare che quasi certamente i Kings perderanno anche Rajon Rondo, capofila negli assist della Nba, a caccia dell’ultimo contratto a diversi zeri della sua carriera (magari in un team da titolo). Senza qualche mossa ad hoc sul mercato, rimpiazzare un regista come Rondo è un’impresa: Sacramento dovrebbe scegliere abbastanza in alto al prossimo draft (a occhio e croce intorno alla settima-ottava chiamata), ma non è detto che riesca a pescare un playmaker già pronto per prendere il comando delle operazioni. Eccezion fatta per il nostro Marco Belinelli (che ha ancora altri due anni di contratto e dovrebbe rimanere), l’intero back court della squadra sarà da ricostruire: anche l’involuto Ben McLemore infatti potrebbe essere spedito altrove (ma tirarci fuori una contropartita degna di nota sarà una missione improba).

Quale allenatore però è pronto a prendersi la briga di guidare una polveriera con troppi galli a cantare al suo interno e numerosi punti interrogativi dal punto di vista comportamentale? Per indovinarlo ora servirebbe uno sciamano o una palla di vetro. La stampa sibila il nome di Derek Fisher, in uscita dai New York Knicks: da avversario quando giocava Divac lo ha sempre rispettato molto. La proprietà però vorrebbe un uomo di maggiore esperienza e soprattutto capace di incanalare gli ioni di energia positiva di Cousins. Tempo qualche settimana e in casa Kings l’arcano verrà svelato.

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