Playoffs NBA, lo spettacolo non è più qui?

Pubblicato il autore: Marco Tarantino Segui

Curry-alieno.itStavate aspettando i Playoffs NBA per vedere il vero spettacolo della pallacanestro a Stelle e Strisce? Bene il massimo campionato di basket a livello mondiale, la NBA vi deluderà e non poco…
Primo turno di post season, dopo una stagione in cui molti dei Big della lega sembravano arrivare carichi al momento decisivo del campionato, ad Ovest 4 franchigie in netto controllo, un dominio imbarazzante di Golden State Warriors, San Antonio Spurs, Oklahoma City Thunder e Los Angeles Clippers. Ad Est? Gare più combattute ma il livello è comunque basso, dagli Indiana Pacers che superano dei Toronto Raptors ancora alla ricerca di una vera identità ai playoffs, agli Hawks, sweepati dai Cavs lo scorso anno, che vincono di misura in una delle gare più equilibrate, quella contro i Boston Celtics, passando per Cleveland, che nonostante una gara dei Pistons con tanto cuore e grinta, vincono in scioltezza, fino ai Miami Heat che asfaltano dal primo all’ultimo minuto i giovani Charlotte Hornets. Scarto medio? 20 punti, mai così alto negli ultimi anni al primo turno, il problema dove sta? Il livello dei Top team, dai Warriors agli Spurs passando per i Cavs è salito, mentre quello delle squadre di medio-alto livello si è nettamente abbassato.
Un esempio? Meglio due, Dallas Mavericks e Memphis Grizzlies.

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Dallas è alle prese con una post season davvero sfortunata: out JJ Barea, out Deron Williams, out Chandler Parsons. Insomma mezza squadra ai box e gli altri? Solo Wunder Dirk si salva da un livello medio, davvero basso. Altro esempio, i Grizzlies, stessa storia: out Marc Gasol, out Mike Conley, tradati Jeff Green e Lee prima della trade deadline. Insomma squadra smantellata contro una corazzata come quella degli Speroni di Popovich.
Altro esempio, ma di differente portata: i Portland Trail Blazers, una squadra giovane, appesa ai numeri di Dame Lillard, e contro una squadra già pronta per il grande palcoscenico dei playoffs, i Los Angeles Clippers, che recuperano anche Blake Griffin. Insomma inesperti, ma con il futuro dalla loro a differenza di Memphis e Dallas, due squadre costruite davvero male in estate.

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Ah dimenticavamo qualcuno: gli Houston Rockets, alias il top del top della disorganizzazione. Una franchigia appesa a James Harden, senza una identità difensiva, senza un briciolo di carattere, senza alcuna ambizione di passare il primo turno contro i Warriors, né tanto meno di vincere una delle 4 gare della serie (4 perché GS anche senza Curry potrebbe chiuderla già in game 4 a Houston). Non è un caso che in Texas si pensi già al futuro, anzi al passato: nuovo coach? Jeff Van Gundy, proprio l’ex Rockets che potrebbe cercare di dare una identità di gioco a questa squadra.

Spostandoci ad Est, il discorso si sposta a Charlotte dove gli Hornets hanno dimostrato di essere inconsistenti contro i Miami Heat, carichi dopo essere rientrati in zona playoffs dopo una stagione di purgatorio: nessuna pietà da parte di Wade, Deng e compagni che hanno demolito le tenere resistenze della franchigia di Jordan. Strada da farne ce n’è tanta, ma in questo caso i presupposti come a Portland sono buoni e le basi su cui costruire sembrano essere solide.

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Mancano tanto a questi playoffs i Chicago Bulls, altra squadra che avrebbe potuto dare filo da torcere ai Cavs ed agli Heat ad Est: ad Ovest bisognerà attendere una stagione per capire se Memphis e Dallas riusciranno a ritornare grandi e sfidare le big della Western Confernce con risultati migliori di due figuracce di gara 1 e presumibilmente dell’intera serie.

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