Virtus Roma: verso Scafati con la rabbia di Olasewere

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

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La serata di Latina ha lasciato scorie e polemiche. Sebbene lui, Jamal Olasewere da Silver Spring, Maryland, abbia subito percorso la via della redenzione, chiedendo scusa a quei tifosi che aveva senza troppi fronzoli mandato a quel paese durante la contestazione scaturita dall’ennesima battuta d’arresto. Una sconfitta che ha messo sulla graticola l’intero roster capitolino, ora più vicino ai playout che ai playoff.

La spropositata reazione andata in scena sul parquet pontino, ha riportato alla luce tutti i limiti caratteriali non solo di Olasewere (chiaramente frustrato dalla sconfitta maturata nel finale, nonostante i suoi 34 punti e 15 rimbalzi), ma dell’intera squadra, poco capace di reggere le pressioni esterne, come accadde a inizio campionato quando i capitolini, sotto la guida di Saibene, iniziarono il campionato con un gravoso filotto di sconfitte, complice probabilmente delle tensioni interne che portarono alla rimozione dall’incarico del coach.

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Al netto di tutto ciò, va testé sottolineato come l’ala grande, naturalizzata nigeriana, abbia rappresentato uno dei pochi aspetti positivi della stagione virtussina, soprattutto nelle ultime sfide, in cui è stato in grado di prendere letteralmente per mano i compagni anche in situazioni estremamente delicate. Un innesto (il primo straniero della corrente annata) che ha saputo dare vigore e forza a una squadra che in questo torneo ha pagato pesantemente l’atavica mancanza di continuità, oltre a un’oggettiva pochezza tecnica nel complesso.

Dotato di una grande esplosività atletica, può vantare statistiche di tutto rispetto per l’A2, con 15 punti di media in 26 minuti di utilizzo, cosa che l’ha reso tra gli elementi chiave della Virtus, dandogli la possibilità di mettersi in mostra per un’eventuale salto di categoria. Anche se, attualmente, un suo impiego in A1 appare possibile nei panni di onesto comprimario per squadre di media-bassa classifica, sebbene ci siano ampi margini di miglioramento. Sarà compito della società riuscire a tenerlo nei ranghi, anche grazie a una programmazione strutturale che deve essere la prima arma per il futuro prossimo di Toti e soci.

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A tal merito, importante sarà questo finale di stagione, in cui i romani sono chiamati a ottenere la salvezza e in cui Olasewere potrà essere il vero e proprio fattore determinante, recuperando appieno il rapporto con i tifosi. In vista della difficile gara di domani contro Scafati, prima della classe, Caja dovrà fare i conti con una condizione precaria dei suoi ragazzi. Al momento è certa l’assenza di Leonzio, infortunato alla spalla. Occorrerà un’impresa, da ripetere poi nell’ultima giornata a Casal Monferrato, per evitare gli insidiosi spareggi per non retrocedere. Una volta mantenuta la categoria sarà poi necessario preparare al meglio la prossima stagione, operando sul mercato in maniera oculata e cercando in tutti i modi di non ripetere quanto visto in questo campionato. Per ridare lustro e credibilità alla pallacanestro romana.

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