Draft NBA 2016: Brandon Ingram, in missione per conto di coach K

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

draft nba 2016

Terzo step nella marcia di avvicinamento al Draft Nba 2016. Dopo il fenicottero croato Dragan Bender e l’elettrico point man di Providence Kris Dunn, stavolta tocca a il ragazzo che rappresenta forse la gemma più cristallina in termini di talento di quelle che vedremo in passerella a fine giugno al Barclays Center di Brooklyn. Se soltanto a febbraio la chiamata numero uno pareva una pura formalità a favore del predestinato di Louisiana State University Ben Simmons, i giochi oggi sembrano quanto mai aperti: merito di Brandon Ingram, levriero di razza classe 1997, destinato a un futuro mirabile nella Lega cestistica più blasonata sulle terre emerse. E’ tanta roba, il prodotto di Duke University: prototipo perfetto del giocatore moderno, i 210 cm di altezza e le braccia sterminate ne fanno già ora una small forward in grado di concludere a canestro in mille e uno modi. La mano è educatissima, la meccanica di tiro c’è e la capacità di attaccare dal palleggio appare già impressionante per una ragazzo alle pendici dei 19 anni di età. Se si passa all’analisi del suo gioco nella metà campo offensiva nel suo (unico) anno di college, fa spavento l’efficacia partendo dal lato sinistro e la varietà di soluzioni che riesce a trovare. In difesa c’è da lavorare, ma quello “wingspan” gli consente di essere subito redditizio anche dietro.

IN MISSIONE PER CONTO DI COACH K

A Duke sono abituati bene, e nel campus del North Carolina (Stato che ha dato i natali a Ingram) il mancato accesso all’Elite Eight del torneo NCAA ha deluso parecchi. Sotto la guida sapiente e illuminata di coach Mike Krzyzewski i progressi di Ingram sono stati costanti settimana dopo settimana. Il fatturato del ragazzo li certifica: 17,1 punti, 6,8 rimbalzi e 1,7 stoppate a match sono cifre lusinghiere se si considerano anche le tante difficoltà di squadra incontrate da Duke in stagione. Coach K, uno che di fuoriclasse ne spedisce da anni in Nba con tanto di coccarda, ha già predetto un avvenire lucente per il suo puledro al piano di sopra: il “verbo” ora passerà al campo. Magari ci vorrà un periodo di assestamento, ma Ingram è già pronto per assaggiare svariati minuti sui parquet dei “grandi”.

IL PUNTO DI FORZA E IL PUNTO DEBOLE

Sui punti di forza c’è soltanto l’imbarazzo della scelta. Noi scegliamo il suo quoziente intellettivo “cestistico”: a dispetto della carta d’identità verdissima, Ingram è un ragazzo che sa già stare in campo leggendo sempre al meglio cosa succede (e su entrambi i lati del campo). Il punto debole è di natura fisica: 88 kg e spiccioli sono troppo pochi per un atleta della sua altezza. Dovrà mangiare pane e let machine.

LO PARAGONANO A…

Qui bisogna andarci piano. Non c’è Mock Draft che non faccia cenno alla sua somiglianza col Kevin Durant che planò come un Boeing sulla Nba nel 2007. Però KD35 è un stella di prima grandezza difficilmente replicabile. Diciamo che il talento di Ingram (che è immane) non tocca le vette del fenomeno dei Thunder. In compenso, per essere un “3” fisicamente fa ancor più impressione. Noi diciamo che è più un Antetokoumpo con un terzo dell’atletismo ma col doppio della classe potenziale.

A CHI FAREBBE COMODO: PREVISIONI DI SCELTA NEL DRAFT NBA 2016

Si fa prima a dire a chi non farebbe comodo: forse soltanto al team che nella free agency estiva si assicurerà i servigi proprio di Durant. Le chiacchiere stanno a zero: lui e Simmons si giocheranno la pick n°1 del Draft Nba 2016. Chi dei due non viene scelto per primo va alla numero due. Sixers e Lakers, le più probabili destinatarie della prima scelta, non hanno lasciato intendere se preferiscano lui a Simmons. Ma Mike D’Antoni, che ora a Phila è un po’ il factotum tecnico, su di lui ha versato più miele che sul prodotto di LSU, lasciando annusare profumo di fiori d’arancio.

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