Draft NBA 2016: Jakob Poeltl, il pennellone d’Asburgo

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

draft nba 2016
Il Draft Nba 2016, almeno nei “top players” (potenziali e virtuali) che propone, si presenta piuttosto avaro di centri puri. Per carità, nessuno si fascia la testa di questi tempi, se consideriamo che Golden State Warriors e Cleveland Cavaliers, le due principali candidate ad Ovest e a Est per l’approdo alle Finals, fanno a meno per lunghi scorci di gara di lunghi veri e propri di ruolo. Eppure, se si va a rovistare a fondo nei meandri del cestino dei candidati alla lottery, in realtà si scopre che qualche elemento da mettere a presidio dei cristalli c’è. Dopo Dragan Bender, Kris Dunn e Brandon Ingram, il quarto prospetto esposto sugli scaffali del college basket che presentiamo è Jakob Poeltl, con ogni probabilità il miglior “5” di ruolo della nidiata. La sua è una storia piuttosto particolare: nato a Vienna 20 anni or sono da una famiglia di pallavolisti, fu però subito convogliato verso la pallacanestro dai suoi genitori (entrambi discreti atleti nel volley), i quali si convinsero che dello slanciato Jakob era meglio farne un pivot invece di un centrale. Dopo essersi levigato le ossa nella A-2 austriaca già da adolescente, Poeltl ha scelto la terra dei mormoni per diventare giocatore vero: ottime le sue due annate alla University of Utah, con una nomina a miglior giocatore della Pac-12 proprio due mesi or sono.

IL PENNELLONE D’ASBURGO

Mettiamola così: quando misuri 216 cm di altezza e madre natura è stata benevola nel fornirti coordinazione, è impossibile che gli scout Nba non ti guardino con interesse. Poeltl si sposta per il campo con grande padronanza del corpo, ha mani già pregevoli in attacco (entrambe: e questo è segnato in rosso su molti taccuini degli osservatori) e deliziosa mobilità laterale in difesa. Diventerà mai una stella Nba? Difficile dirlo ora, ma in parecchi un dollaro non ce lo scommetterebbero: si tratta del classico centro bianco che potrà diventare un buonissimo lungo “di mestiere”, perché fa bene un sacco di cose ma non strabilia (almeno per ora) in nessuna.

PUNTO DI FORZA E PUNTO DEBOLE

Il punto di forza sta senza dubbio nella psicomotricità: Poeltl ha una testa che dà ottimi input al corpo. E’ rimbalzista di cervello e tagliafuori, non di esplosività, e in difesa sa usare bene il corpo contro avversari magari più bassi di lui. Punti deboli: quello primario sono i liberi, dove siamo ancora all’abc. Ma l’aspetto su cui ci sarà da lavorare di più in chiave Nba è la cattiveria: difficilmente l’aquilotto austriaco mostra appunto gli occhi del rapace.

LO PARAGONANO A…

Il raffronto più frequente è quello con l’australiano dei Warriors Andrew Bogut, che però dieci anni or sono arrivò nella Nba da prima scelta assoluta e con aspettative ben diverse da quelle di Poeltl in questo Draft Nba 2016. A primo impatto però, le maggiori analogie le si trovano col russo dei Cavs (ora caduto in disgrazia) Timofey Mozgov: come movenze la somiglianza c’è, ma in materia di “testa” l’austriaco sembra assai più convincente in prospettiva e destinato a meno alti e bassi.

A CHI FAREBBE COMODO: PREVISIONI DI SCELTA NEL DRAFT NBA 2016

Le squadre che lo seguono già dall’anno scorso sono molte, ma è quasi impossibile immaginarlo nelle prime 5-6 chiamate poiché di ghiotti talenti ne ha troppi davanti. Dalla settima in poi, ogni “pronuncia” di Adam Silver potrebbe essere quella buona: diciamo che il suo perimetro di scelta è tra la 7 e la 14. Le squadre che potrebbero strizzargli maggiormente l’occhio sono i Milwaukee Bucks e i Phoenix Suns. Hanno spedito occhi a seguirlo anche i Chicago Bulls e, avendolo lì a pochi metri, gli Utah Jazz: intorno alla dieci con lui si va sul sicuro.

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