Firenze e il basket: un rapporto difficile con il piccolo JJ Anderson

Pubblicato il autore: Alessandro Ricci Segui

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Eravamo un bambino di circa otto anni quando ogni domenica sera tutta la nostra famiglia andava al Palazzetto dello Sport di Firenze per vedere giocare la Neutro Roberts, squadra di basket che finalmente conquistava l’interesse dei Fiorentini, popolo fino a allora preso solo dalla Fiorentina. Erano gli anni 80 e in maniere del tutto inaspettata arrivò a Firenze un giovane giocatore americano, che avrebbe fatto impazzire di gioia il suo pubblico e quello delle avversarie. Si chiamava JJ Anderson e fin dalla sua prima presenza fece capire che qualcosa di magico era avvenuto tra le coincidenze astrali che lo portarono a Firenze. Nostro babbo ci ricorda sempre come nella sua prima partita, appena toccò palla in attacco, fece una finta che prima lasciò perplesso tutto il pubblico e subito dopo lo fece ridere di entusiasmo. Nel dettaglio, la finta fu quella di tenere il pallone con una una mano e muoverla verso un compagno, per poi ritirala e andare a canestro. Semplice, naturale. Per JJ, come da subito venne chiamato. Mentre nostra mamma, nostro babbo e nostro fratello maggiore, infatuato tuttora di basket, assistevano sempre alla partita, divertendosi come pazzi di fronte al talento creativo di JJ e alla competitività di tutta la squadra, noi ci aggiravamo per lo splendido Palazzetto dello Sport in cerca di avventura, finendo sempre per saltare sulle reti elastiche sotto le tribune. Questo articolo non vuole ricordare i protagonisti di quella storica vicenda cestistica fiorentina, ci saranno altre occasioni per farlo, vuole porsi delle domande: perché quella sembra essere stata una stagione irripetibile? Perché i Fiorentini non ne invocano un’altra? Perché una città come Firenze, con il suo bellissimo Palazzetto dello Sport, deve costringersi a una sola passione sportiva, per la Fiorentina, quando fu evidente che con le giuste condizioni si poteva riempire il Palazzetto di gioia e entusiasmo? Possibile che sia stato solo un caso e merito unico di JJ quel periodo? Sono tutte domande a cui non sappiamo rispondere, ma a cui tutti i cittadini dovrebbero pensare. Dove sono andati a finire tutti quegli appassionati che riempivano il Palazzetto? Crediamo non sia la scarsa visibilità nei mass media a far restare nel dimenticatoio il basket fiorentino, ma la pigrizia generale, di tutti, addetti ai lavori, appassionati e tifosi, che si sono assuefatti a questa situazione depressiva e malinconica. Si perché è proprio con malinconia che adesso ricordiamo il mitico JJ e la sua ottima squadra, la malinconia per una età dell’oro di cui ora stentiamo a credere dell’esistenza, tanto sono deludenti le vicende attuali della Firenze basket. Si è provato qualche volta a rialzare la testa, ma sempre senza la determinazione giusta e il coinvolgimento della cittadinanza, che rimane così presa esclusivamente dalla Fiorentina; il che non sarebbe certo un male, se ci fosse anche lo spazio per il secondo sport nazionale, ma non fiorentino. Sarebbe bello conoscere i piani dei dirigenti e dei politici, perché il basket e la passione per esso possano rinascere e portare al Palazzetto dello Sport, ora Mandela Forum, tanta gente, per godersi lo spettacolo del basket italiano con qualche imprevedibile innesto straniero…
Siamo convinti che potremmo rivedere un JJ in azione, se solo Firenze tutta lo volesse, e non si lasciasse catturare dall’inerzia, a causa della quale i sogni e le speranze muoiono sul nascere. Firenze deve avere una squadra di basket di livello, deve avere tanti tifosi, deve dare spettacolo così come fece negli anni 80 (vedere youtube per credere), deve svegliare i suoi cittadini e promuovere una cultura dello sport che non sia solo legata al calcio. E allora, w la Firenze Basket: noi verremo al Palazzetto a tifare.

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