Draft NBA 2016: Jaylen Brown, una pantera dalla California (VIDEO)

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

draft nba 2016
Al Draft Nba 2016 ci saranno molti esterni di sicuro avvenire. Se Buddy Hield da Oklahoma sembra ad ora la guardia tiratrice più appetibile,  saranno però le ali piccole a farla da padrone. Ai primi due posti di chiamata, ormai è praticamente certo, troveremo Ben Simmons da LSU e Brandon Ingram da Duke, che finiranno uno ai Sixers e uno ai Lakers (vedremo in che ordine). La presenza di questi due grandi talenti sta oscurando nel lotto dei draftabili (e ha oscurato nella stagione del college basket)  Jaylen Brown, poderosa small forward da University of California. Se vi riprendete i “Mock Draft di gennaio-febbraio, il ragazzo nativo della Georgia era dato come terza chiamata senza se e senza ma. Poi l’infausta uscita della sua squadra dal torneo Nba ne ha annacquato un po’ le quotazioni, poiché Brown è stato ritenuto tra i primi responsabili della disfatta della ciurma di coach Cuonzo Martin contro la non insormontabile squadra delle Hawaii. Resta però un giocatore da seguire con attenzione, perché a detta degli osservatori si tratta del miglior atleta del mazzo in termini assoluti.

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UNA PANTERA DALLA CALIFORNIA

A Berkeley, l’anno da freshman di Brown è stato piuttosto buono e proficuo. I numeri parlano di 14,6 punti, 5,5 rimbalzi e 2 assist ad allacciata di scarpe. E tanta tanta esplosività fisica, che non finisce nelle statistiche: nel correre e saltare Brown è un incrocio tra un vero felino predatore. Certo, nella partita che ha sancito l’uscita di California dal torneo NCAA, si è squagliato come un calippo al sole: 1/7 al tiro, 7 palle perse e soli 4 punti. Il passo falso però non toglie il suo appeal in ottica Nba.

PUNTO DI FORZA E PUNTO DEBOLE

Detto già: è un atleta potenzialmente stratosferico. Due metri di altezza per 100 kg e una rapidità di piedi non comune: fisicamente per certi versi sembra disegnato alla PlayStation. Il punto debole, invece, è il tiro: per poter reggere il parquet nella Nba deve costruirsi un jump sicuro, che allo stato attuale non ha. Nei pro non si può pensare di volare in contropiede tutte le volte: quando si gioca a ritmi più dimessi, lui ne risente e su questo dovrà lavorare un bel po’ di ore.

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LO PARAGONANO A…

I più fiduciosi e sfrontati lo paragonano ad Andre Iguodala: l’MVP delle Nba Finals del 2015, pur non essendo mai stato un top player in termini assoluti, in tanti anni nella Lega ha saputo però aggiungere sempre qualcosa al suo gioco che in gioventù era fatto principalmente di esplosività. Se Brown dovesse imitarlo, allora il discorso si fa interessante. Senza fare voli pindarici sulla luna però, è più facile e prudente ad ora raffrontarlo allo Stanley Johnson visto quest’anno da matricola a Detroit. Con un atletismo complessivamente maggiore ma con molte più cose da mettere a punto, specie dal punto di vista tattico.

A CHI FAREBBE COMODO: PREVISIONI DI SCELTA AL DRAFT NBA 2016

Salvo ribaltoni, nella top ten lo vedremo quasi sicuramente: un atleta così fa gola, più di altri talenti più puri ma sui quali si nutrono dubbi di tenuta fisica. I Phoenix Suns lo tengono d’occhio dall’autunno scorso, a scegliendo per quarti si terranno aperte più opzioni. New Orleans Pelicans e Denver Nuggets, che sceglieranno rispettivamente al 6° e 7° posto, tengono il suo nome sul taccuino. Non è peregrina nemmeno l’idea di vederlo ai Sacramento Kings, a pochi chilometri dalla sua attuale casa.

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