NBA, Mike D’Antoni riparte da Houston. Senza baffi…

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Ha tolto anche il baffo, Mike D’Antoni. Nella Nba, quello di Houston per lui è un nuovo inizio: i Philadelphia 76ers quest’inverno gli avevano affidato la pulsantiera del comando del nuovo progetto tecnico, ma durante il sonno, il 65enne nativo della Virginia aveva solamente un sogno ricorrente. Quello della panchina: troppo forte la voglia di cancellare l’onta di quel biennio sbiadito (2012-2014) passato sulla prestigiosa panchina dei Los Angeles Lakers nella loro fase storica peggiore. Per farlo, serviva un’opportunità ghiotta e stimolante, e nel vorticoso mercato allenatori del maggio appena concluso è arrivata. Lo scugnizzo che fece grande l’Olimpia Milano negli anni ’80 sarà il coach dei Rockets per le prossime tre stagioni (più opzione per una quarta): una franchigia prestigiosa, bisognosa di un esperto e volitivo stratega pronto a sbrogliare una matassa che dalla finale della Western conference (raggiunta giusto un anno fa) si è intrecciata in modo pressoché inestricabile, in una stagione 2015-2016 che ha visto accadere tutto e il contrario di tutto a Clutch City.

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Il suo primo sponsor, difatti, è stato ed è proprio Leslie Alexander, patron dei “razzi” che in queste ore gongola e neppure poco: “Con Mike abbiamo affidato la squadra ad uno dei coach di maggiore esperienza e duttilità. Siamo certi che le sue capacità sono il tassello di partenza per tornare ad avere un ruolo da protagonisti nella Lega”. Parole al miele, dunque, pari a quelle usate dallo stesso D’Antoni nei confronti del gruppo che andrà ad allenare. “I Rockets hanno già un roster di valore. Che va aggiustato, ma di valore. James Harden poi è uno dei migliori giocatori della Lega in assoluto: credo che questo sia abbastanza oggettivo. Ci sarà da lavorare molto, ma la cosa non mi spaventa. Qui c’è tutto, ma proprio tutto per far bene”. Ci sono però anche gatte da pelare, e la prima si chiama Dwight Howard: il centro ex Lakers ha una player option anche per il 2016-2017 a Houston, ma nel Sud del Texas è in rotta con tutti, persino con le zanzare. Anche con Harden il rapporto si è molto incrinato, ma  D’Antoni coccola pure lui. “Se stimolato, Howard può essere ancora uno dei lunghi più decisivi della Nba. Ha trent’anni e ancora tanto da dare”. Sarà. Gli analyst scommettono: con la casacca dei Rockets l’ex “Christian Accademy” non lo vedremo più.

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