NBA Playoff: Golden State Warriors – Oklahoma City Thunder, le pagelle della serie

Pubblicato il autore: simone canini Segui

NBA Playoff: Golden State Warriors - Oklahoma City Thunder, le pagelle della serie

Giudicare una prestazione, per giunta prolungata nel tempo e soggetta alle variabili imprevedibili che una mente umana può creare, con l’ausilio di un semplice numero che possa racchiudervi tutto quanto, non può essere considerato il modo più congruo ad esprimere realmente il valore di tale performance. Può però essere il modo più rapido ed efficace, avvalendosi dell’inquadratura in un giudizio prestabilito secondo i canoni che quel numero richiama, lasciando andare molte cose in più ed altrettante in meno, generalizzando il risultato finale. A proposito di risultato finale, superata tale premessa, quello di Gara 7 della semifinale playoff NBA riguardante la Western Conference ha decretato Golden State la seconda Finalista della Lega, assieme ai già qualificati Cleveland Cavaliers. Risultato ottenuto dagli Warriors battendo gli Oklahoma City Thunder 96-88 per un complessivo 4-3 dopo una rimonta riuscita solo a 9 squadre nella storia prima d’ora ribaltando uno svantaggio di 3-1 nella serie. Beffa per i migliori Thunder visti negli ultimi anni per intensità ed efficacia, che sprecano un vantaggio vertiginoso e salutano la finale.

Queste le pagelle dell’intera serie:

  • Golden State Warriors: Quelli che si vedono in campo sono la controfigura della squadra capace di realizzare l’impensabile quantità di 73 vittorie nella stagione regolare. Warriors smarriti, a tratti arrendevoli. Sul 3-1, con un piede fuori dalle Finals, i campioni in carica trovano la forza di reagire aggrappandosi alle poche certezze rimaste, come il tiro da tre. Vincere aiuta a vincere e la rimonta è completa. Resta da vedere a quale livello di fiducia sia tornata la squadra, ora dove sbagliare sarà letale.  Voto: 7
  • Stephen Curry: Il difficile per un artista è ripetersi, continuare a stupire. Raggiunta tale condizione si diventa riconoscibili e riconosciuti, immortali. Ecco, Steph riesce sempre a stupire, nonostante il livello di aspettativa sia stato alzato al limite del conosciuto. Soprattutto, è riconosciuto dai suoi compagni, che nel momento di crisi lo seguono e ribaltano la serie Voto: 9
  • Klay Thompson: Il figlio di Michael è l’unico della compagine a non uscire per nessun istante dalle partite, mantenendo Golden State in partita. Il migliore dei suoiVoto: 9,5
  • Draymond Green: Se fosse per i mezzi tecnici, sarebbe un giocatore qualsiasi. E’ la testa a renderlo diverso ed elevarlo a campione. In questa serie la perde completamente. E i risultati si vedono. Voto: 4
  • Andrew Bogut: Solido come sempre, soprattutto quando serve. Voto: 6,5
  • Andre Iguodala: Una delle poche certezze Warriors nell’intera serie, per punti e contributo tattico, tecnico, fisico e mentale. Voto: 7
  • Marrese Speights: Se azzecca la partita, è un fattore devastante. Voto: 6
  • Harrison Barnes: Meno lucido del solito, in ripresa nelle ultime gare, con canestri importanti. Voto: 5,5
  • coach Steve Kerr: Salvabile l’approccio psicologico e l’equilibrio mentale che riesce a far mantenere ai suoi, discutibile quello tecnico, con la difesa che fa acqua da tutte le parti e non garantisce supporto ad un attacco troppo macchinoso. Lo salva il suo marchio di fabbrica, il tiro da 3. Voto: 5
  • Oklahoma City Thunder: Per quanto Oklahoma riesca a costruire un vantaggio difficile da perdere, i Thunder riescono nell’impresa facendosi rimontare, nonostante riescano a centrare quasi sempre quota 100 punti in ogni partita. Qualcosa non quadra. Voto: 7
  • Kevin Durant: Gioca con una voglia drammaticamente unica e leggendaria. Contribuisce in fase difensiva e distribuisce in fase offensiva. E’ definitivamente tornato, forse più forte. Voto: 10
  • Russel Westbrook: Giocasse in difesa con la stessa fame che presenta offensivamente, sarebbe a detta di tutti il migliore. Invece Russell, che gioca una serie mostruosa, si concede pause qui e là, che difensivamente costano punti ma offensivamente sono sanguinose palle perse. Frenetico. Voto: 9
  • Serge Ibaka: Guerriero instancabile. La sua presenza rende chiaro quanto perdano i Thunder senza di lui. Senza sostaVoto: 7
  • Steven Adams: Ormai la barba targata James Harden è un lontano ricordo. Oklahoma è pazza per il baffo. Lui nel suo rigoroso silenzio sembra non rendersi conto del peso che ha assunto, giocando con una carica ed una libertà mentale impressionante, che mandano fuori giri anche Draymond Green, letteralmente annullato. Si permette anche il lusso di regala perle memorabili. E’ l’uomo di questa serie. Voto: 8
  • Andre Roberson: In questo gruppo ci sta benissimo, fino agli ultimi minuti delle sfide finali. Sbaglia troppo e forse cede alla pressione. Voto: 6,5
  • Dion Waiters: Incostante. Frustrante vederlo infilare triple con una maestria mista ad eleganza per pochi eletti e due giorni dopo dimenticarsi della sua presenza, smarrito per il campo. Voto: 5,5
  • Enes Kanter: Il suo contributo arriva sempre, sempre positivo. Voto: 6
  • coach Billy Donovan: Discutibile far giocare oltre 40 minuti a testa alle tre stelle della compagine nella gara decisiva, senza creare un gioco in cui far rendere al meglio Westbrook e Durant. Impensabile perdere con due così in squadra. Voto: 4
  •   
  •  
  •  
  •