Olimpiadi di Rio, Curry non ci sarà col Team Usa

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Olimpiadi di Rio, Curry dà forfait
. La kermesse a cinque cerchi perde una delle sue star più attese in assoluto: dopo due anni di prestazioni di onnipotenza cestistica, il playmaker dei Golden State Warriors è diventato un personaggio planetario. La sua presenza con Team Usa era attesa da tutti, ma non ci sarà lui a tenere le redini del gruppo di coach Mike Krzyzewski. Troppo stressante, dal punto di vista fisico, la marcia di avvicinamento all’impegno olimpico: in seguito agli acciacchi a caviglia e ginocchio palesati nel corso dei playoff Nba, Steph Curry non se la sente di rischiare. Se ne starà a riposo: ad annunciarlo è stato lui stesso. “Le esperienze in nazionale sono molto appaganti, ma soprattutto il mio ginocchio ha necessità di riposare. Sono dispiaciuto, ma purtroppo non posso fare altrimenti”. Per carità, nessuno perderà il sonno Oltreoceano: lo squadrone americano ha una sfilza di fuoriclasse da portare a Rio senza pari e per coach K rimangono soltanto problemi di abbondanza.  Però, dopo aver perso Kobe Bryant (che si è auto-escluso dal gruppone dei 30 pre-convocati dal tecnico), ora un’altra superstella declina la fatica olimpica. Creando comunque una fase di analisi nello staff a stelle e strisce: considerando che neppure Chris Paul (vittima di un brutto infortunio nei playoff coi suoi Los Angeles Clippers) sarà in Brasile, in regia Krzyzewski dovrà farsi un attimo due conti.

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Ricapitoliamo, dunque. I trenta nomi originari per le Olimpiadi di Rio de Janeiro erano i seguenti. LaMarcus Aldridge (Spurs), Carmelo Anthony (Knicks), Harrison Barnes (Warriors), Bradley Beal (Wizards), Jimmy Butler (Bulls); Mike Conley (Grizzlies), DeMarcus Cousins (Kings), Stephen Curry (Warriors), Anthony Davis (Pelicans), DeMar DeRozan (Raptors), Andre Drummond (Pistons), Kevin Durant (Thunder), Kenneth Faried (Nuggets), Rudy Gay (Kings), Paul George (Pacers), Draymond Green (Warriors), Blake Griffin (Clippers), James Harden (Rockets), Gordon Hayward (Jazz), Dwight Howard (Rockets), Andre Iguodala (Warriors), Kyrie Irving (Cavaliers), LeBron James (Cavaliers), DeAndre Jordan (Clippers), Kawhi Leonard (Spurs), Kevin Love (Cavaliers), Chris Paul (Clippers), Klay Thompson (Warriors), John Wall (Wizards), Westbrook (Thunder). Sul fronte delle point guard, spiccò a gennaio l’assenza di Damien Lillard di Portland, protagonista di una stagione eccelsa. Le probabilità che venga “ripescato” nel gruppone ora sono alte, visto che pure Mike Conley è reduce da un infortunio e con ogni probabilità non sarà convocabile. Affidarsi soltanto a Russell Westbrook e John Wall per la regia sembra un po’ avventato, visto che nessuno dei due è un “ragionatore”. C’è Kyrie Irving poi, che nelle finals coi Cavs non sta entusiasmando. Staremo a vedere.

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