Basket internazionale: il post-Rio 2016 è l’inizio di una nuova era

Pubblicato il autore: Alberto Pedrazzini Segui

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Sarà una nuova era per il basket internazionale quella che inizierà al termine di Rio 2016. Il motivo? Molti giocatori che sono stati protagonisti per più di una decade in tornei come Olimpiadi, Europei, Mondiali, etc. lasceranno le proprie nazionali. La diaspora è già iniziata con l’eliminazione della Francia. Tony Parker, simbolo del basket transalpino, ha annunciato l’addio alla nazionale. Il playmaker dei San Antonio Spurs è stato il protagonista del basket francese dell’era post Antoine Rigodeau e alla propria nazione ha portato una medaglia d’oro agli Europei 2013, un argento nel 2011 e due bronzi nel 2005 e nel 2015. Molto difficilmente in futuro la Francia potrà contare su un giocatore del valore di TP ma il suo erede nella squadra di Collet è già designato: Nando De Colo. Anche la Lituania dopo Rio 2016 perde una colonna come Robertas Javtokas mentre non va dimenticato il fatto che Rimantas Kaukenas ha annunciato il proprio ritiro al termine dell’ultima stagione. La Spagna giocherà domani la semifinale contro Team USA ma quasi sicuramente al termine della competizione dovrebbero esser ufficializzati i ritiri dalla nazionale di ben quattro giocatori: Pau Gasol, Juan Carlos Navarro, Jose Calderon e Felipe Reyes. Non va poi dimenticato che nella passata estate si è ritirato dal basket internazionale uno dei migliori giocatori del basket mondiale come Dirk Nowitzki.

Basket internazionale: la fine della Generaciòn Dorada

Generaciòn Dorada è il termine con cui viene descritta la generazione argentina di Manu Ginobili, Luis Scola, Andrès Nocioni, Carlos Delfino, etc. ovvero di quella selezione che nel 2004 vinse la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene (battendo in finale la nazionale italiana di Charlie Recalcati). Quella squadra fu capace di eliminare in semifinale l’America di Allen Iverson, Tim Duncan e di un giovanissimo Lebron James. Quella squadra fu in grado di essere protagonista per tutti gli anni 2000 e, dopo l’addio negli anni passati di protagonisti come Hugo Sconochini, Pepe Sanchez e Fabricio Oberto, ieri ha vissuto il suo vero ultimo addio. Con la sconfitta nei quarti di finale di Rio 2016 contro Team USA si è chiusa la carriera in nazionale di Manu Ginobili e Andres Nocioni. I due hanno ufficializzato il proprio addio alla maglia albiceleste con il giocatore dei San Antonio Spurs in lacrime. Ma le brutte notizie per i tifosi dell’Argentina (e non solo) potrebbero non finire qui visto che è in dubbio anche il futuro di Luis Scola e Carlos Delfino. Il primo ha 36 anni ed è difficile immaginarlo in campo con l’Argentina senza i suoi amici di una vita mentre Delfino ha soli 33 anni ma ha giocato le Olimpiadi di Rio 2016 dopo esser stato fermo per ben tre anni a causa di una frattura da stress allo scafoide e un totale di sette operazioni. Il giocatore ha dichiarato che vorrebbe tornare a Bologna, dove ha conosciuto il professor Giannini e a cui dà il merito per esser tornato prima a camminare e poi in campo. Il leader dell’Argentina del futuro sarà Facundo Campazzo, il quale ha già dimostrato di saper interpretare questo ruolo come dimostrano i 33 punti realizzati contro il Brasile.

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